Finanziamenti persi Scontro Pd-sindaco

13 Gennaio 2018

Pratola, scambio di accuse sui 7,6 milioni di euro destinati al recupero di edifici pubblici e mai arrivati

PRATOLA PELIGNA. Amministrazione comunale e opposizione ai ferri corti a Pratola Peligna. Lo scambio di accuse questa volta vede in ballo ben 7,6 milioni di euro di fondi destinati alla ricostruzione delle strutture pubbliche. Il tutto affidato a un manifesto affisso nelle vie del centro peligno.
La firma è degli iscritti alla sezione locale del Partito democratico di cui fa parte anche l’ex sindaco Antonio De Crescentiis oggi all’opposizione. Secondo quanto riportato nel manifesto, la perdita dei 7,6 milioni nascerebbe dalla mancata comunicazione, all’Ufficio speciale di Fossa per la ricostruzione dei comuni, da parte dell’attuale giunta, delle schede tecniche descrittive degli immobili pubblici.
«L’opposizione ha controllato le carte», si legge nel manifesto, «scoprendo che nessun atto ufficiale di risposta da parte del sindaco è stato inviato all’ufficio per la ricostruzione di Fossa, mentre la Di Nino, dichiara di aver risposto alla richiesta del Ministero sia per posta ordinaria cartacea sia per posta certificata». Lettera, però, che stando all’opposizione non avrebbe il timbro e il relativo numero di protocollo, requisiti obbligatori per gli atti e i documenti del Comune e non risulterebbe all’ufficio di Fossa.
«Sul mancato arrivo delle risorse per la ricostruzione il Pd è il solo responsabile per documentazioni incomplete o inesistenti», ribatte il sindaco Antonella Di Nino, «ho firmato insieme ai responsabili del Comune la lettera inviata all’Ufficio speciale per la ricostruzione di Fossa con l’elenco degli immobili da finanziare e con la richiesta di avere maggiore tempo per colmare la grave lacuna dei documenti mancanti ereditata dall’amministrazione del Pd. Inoltre, l’accesso agli atti del Partito democratico di Pratola Peligna, non tiene stranamente conto che la comunicazione è stata inoltrata via Pec. Gli esponenti del Pd», conclude, «non hanno compreso che il termine per mandare la lettera non era perentorio e che la precedente amministrazione, se il termine fosse stato definitivo, avrebbe anche dovuto rispondere per ulteriore grave danno arrecato ai cittadini. Abbiamo potenziato l’Ufficio sisma mentre il Pd sta cercando di scaricare su quest’amministrazione l’incapacità di produrre, negli anni precedenti, gli atti necessari per poter accedere ai finanziamenti delle strutture pubbliche in esame».
Tra gli immobili inseriti nell’elenco c’erano anche palazzo Santoro-Collella, il distretto sanitario e il museo della civiltà contadina.
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