Fine dei lavori nel 2024 nelle previsioni dei tecnici

19 Settembre 2019

Provenzano (Usra) alla commissione Territorio: «Ricostruzione privata al 76%» Evidenziati i ritardi nelle frazioni e il mancato rispetto dei termini per le pratiche 

L’AQUILA. Il 2024 è la data entro cui, nel Comune dell’Aquila, potrebbero chiudersi tutti i cantieri della ricostruzione privata. La stima è stata fatta dal titolare dell’Ufficio speciale per la ricostruzione Salvo Provenzano, che ieri, insieme all’assessore Vittorio Fabrizi e al dirigente Roberto Evangelisti, è stato audito dalla commissione Territorio, convocata su richiesta del capogruppo di Articolo 1 Giustino Masciocco. «Entro la fine del 2021», ha detto Provenzano, «dovrebbe concludersi l’istruttoria di tutte le pratiche (eccezion fatta per gli aggregati da commissariare). Dunque, verosimilmente, gli ultimi cantieri potrebbero essere ultimati nel giro di qualche anno, tra il 2023 e il 2024». Provenzano, che si è insediato 6 mesi fa, ha fornito alcuni numeri: «Siamo al 76% della ricostruzione privata. Il numero è dedotto dal parametro che riteniamo più significativo: il dato sui fondi concessi fino a oggi rispetto al costo totale della ricostruzione. Evidentemente si tratta di un dato mediato: se la ricostruzione privata in centro e periferie ha raggiunto percentuali importanti, nelle frazioni siamo indietro».
Il processo di presentazione dei progetti è articolato in due fasi. Una prima fase prevede la presentazione della scheda parametrica parte I: l’Usra istruisce la pratica e determina il contributo massimo concedibile. A quel punto i tecnici hanno 90 giorni per presentare la scheda parametrica parte II: a valle dell’istruttoria viene determinato l’effettivo contributo e possono avviarsi i lavori. Per il centro storico, ha specificato Provenzano, sono state presentate 380 “sp1”: 371 sono state istruite, 9 sono ancora indietro essendo state presentate nel luglio scorso (3 sono in istruttoria, 1 è stata assegnata e 5 restano da assegnare). Per ciò che concerne, invece, i centri storici delle 13 frazioni con livello di danneggiamento maggiore, le “sp1 “presentate sono 618: di queste, quelle istruite sono 552, quelle ancora da istruire 6 e quelle in istruttoria 66. In particolare, Arischia è al 77% di pratiche istruite, Bagno Grande e Ripa al 93%, Bazzano al 91%, Camarda all’81%, Civita di Bagno al 100%, Colle di Roio al 90%, Onna al 98%, Paganica al 92%, Roio Piano al 100%, Roio Poggio al 91%, San Gregorio al 91%, Santa Rufina al 100%, così come Tempera. Più indietro, invece, le frazioni con livello di danneggiamento minore: su un totale di 170 pratiche presentate, infatti, ne sono state istruite 56 (il 33%). Passando alle schede parametriche parte II, per il centro sono state richieste ai tecnici 367 istanze: quelle presentate sono state 309, di cui 286 istruite e 23 da istruire (21 in istruttoria). Il 92%. Ne mancano all’appello, ha detto Provenzano, 58; 55 delle quali hanno superato (alcune abbondantemente) il limite dei 90 giorni. Per i centri storici delle frazioni, invece, su 637 istanze richieste ne sono state presentate 313, di cui 220 istruite e 93 ancora da istruire (89 sono in istruttoria). Il 70%. Ne mancano all’appello 321, di cui 261 hanno superato il limite temporale di presentazione. Quello della mancata presentazione della scheda parte II nei termini dei 90 giorni rimane un problema irrisolvibile, ha detto Provenzano: «I termini non li rispetta praticamente nessuno. Purtroppo non possiamo introdurre penali economiche. Serve l’intervento normativo».