Fine della speranza, Intecs licenzia

21 Novembre 2017

Nella sede di Confindustria ufficializzato il piano aziendale: a casa 68 ricercatori

L’AQUILA. Una riunione lampo, servita solo a verbalizzare la decisione dell’azienda di procedere con il licenziamento di massa. Anche nella sede di Confindustria, dopo il tavolo regionale, i sindacati hanno dovuto prendere atto della volontà della Intecs di chiudere il laboratorio di ricerca e sviluppo aquilano e di mandare a casa i 68 ricercatori.
Già da oggi si apre la fase della concertazione in Provincia, prevista per legge, per tentare di individuare tutele per i lavoratori. Scaduti i 30 giorni canonici, dovrebbero partire le lettere di licenziamento.
Ormai non ci sono più speranze, come ribadito anche dal vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, che sta cercando soluzioni alternative, come il ricollocamento di una parte dei ricercatori nell’ambito dei progetti Fesr legati alla cosiddetta Space Economy. Nei prossimi giorni si terranno delle assemblee del personale e la Fiom annuncia di essere pronta ad impugnare i licenziamenti.
«Ribadiamo che per noi si tratta di una decisione ingiusta», afferma il segretario Fiom, Alfredo Fegatelli, «come del resto sono ingiusti tutti i casi di licenziamento di massa. Ma qui ancora di più, visto che le colpe dell’azienda, che non è stata capace di valorizzare le altissime professionalità che ha rilevato dalla Compel nel 2011, ricadono sui dipendenti. Quando saranno recapitate le lettere di licenziamento, noi le impugneremo».
La Intecs, che all’inizio aveva annunciato un drastico ridimensionamento del sito aquilano, parlando di esuberi, due mesi fa ha invece comunicato direttamente al vicepresidente Lolli, senza neanche coinvolgere le organizzazioni sindacali, la decisione di chiudere lo stabilimento. Alla base della scelta, le difficoltà economiche in cui versa l’intero gruppo, e il fatto che il laboratori aquilano non sarebbe riuscito a decollare. Sono così partiti i 75 giorni di tempo per avviare la procedura di mobilità, ma nonostante l’intervento istituzionale, non è stata trovata alcuna strada per salvare i 68 ricercatori. Anzi. Nel frattempo è anche esplosa la vicenda di presunte pressioni sulla Regione, da parte dell’azienda, in merito ai bandi presentati. La Intecs, nata nel 1974, conta attualmente 500 dipendenti, con la sede centrale a Roma. Ha rilevato il laboratorio aquilano Technolabs nel 2011: un centro di eccellenza nel settore dell’Ict, di cui si sta per scrivere la parola fine.
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