Finisce in tribunale la lite tra Comune e “Alta Quota”

21 Marzo 2017

PESCASSEROLI. Finisce in tribunale la lite tra il Comune ed “Alta Quota”, attuale gestore degli impianti sciistici “Monte Coste delle Vitelle” a Pescasseroli. Dopo il fallimento della società...

PESCASSEROLI. Finisce in tribunale la lite tra il Comune ed “Alta Quota”, attuale gestore degli impianti sciistici “Monte Coste delle Vitelle” a Pescasseroli.

Dopo il fallimento della società Gestione impianti sportivi (Gisp), proprietaria delle funivie, gli amministratori di Alta Quota hanno citato in giudizio la Gisp e il Comune, che detiene il 100% della stessa società. Gli amministratori di Alta Quota, Italo Gallinelli e Loreto Pandolci, chiedono di accertare e dichiarare l’inadempimento della stessa Gisp – attualmente in liquidazione – rispetto al contratto di locazione ventennale sottoscritto dalle parti per la gestione degli impianti di risalita e soprattutto di condannare la società con capitale del Comune di Pescasseroli all’ndennizzo dell’importo di oltre 240mila euro. La società Alta Quota contesta l’inottemperanza della Gisp rispetto all’accordo contrattuale sottoscritto nel mese di marzo del 2014 per la mancata consegna dello sky carpet.

Quanto all’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Anna Nanni, la società Alta Quota reclama l’inadempimento rispetto al contratto di concessione delle terre civiche, sottoscritto nel 2015, per aver consentito che terzi svolgessero attività di concorrenza col gestore degli impianti scioviari, e chiede un risarcimento per i danni patiti di oltre 112mila euro.

A presentare istanza di fallimento volontario della Gisp è stato nello scorso mese di gennaio il Comune, dopo che le banche hanno chiuso i rubinetti e bussato alla porta della municipalizzata per il rientro di un debito che ammonta a oltre ottocentomila euro.

L’attuale stagione invernale, nonostante la recente sentenza, fortunatamente non ha subito ripercussioni di nessun genere ma ora il futuro degli impianti sciistici del centro montano è fortemente a rischio.

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