Finti braccianti, veri spacciatori: 7 arresti

Sgominata gang marocchina che smerciava cocaina e hascisc nei luoghi di ritrovo. Indagato anche un macedone
L’AQUILA. L’ennesima inchiesta della Squadra Mobile che ha smantellato un giro di spaccio tra L’Aquila e la Marsica, conferma come questo segmento del crimine sia sempre più in mano agli stranieri che hanno soppiantato la malavita locale. Nessuno tra gli otto inquisiti è italiano: sette sono marocchini e uno è macedone. Si tratta di sedicenti braccianti agricoli che si occupavano quasi a tempo pieno di spaccio di cocaina e hascisc. I dettagli dell’operazione sono stati riferiti in una conferenza stampa dal capo della squadra Mobile, Tommaso Niglio e dal responsabile della sezione antidroga, Nazzareno Buccella. Niglio, lo ha annunciato egli stesso, si assenterà per nove mesi dall’Aquila per frequentare un corso finalizzato a un avanzamento di carriera. Gli arresti, infine, sono stati chiesti dal pm Fabio Picuti e firmati dal gip Mario Cervellino.
GLI ACCUSATI. Tutti i marocchini sono ai domiciliari: Rachid Bensaikouk (26 anni), residente all’Aquila; Edouar Yassir (33), domiciliato ad Avezzano; Abderrazzak Stoutou (31) domiciliato all’Aquila; Abedelmouniim Stauat (32) domiciliato all’Aquila; Tarik Jabani (32) domiciliato a Celano; Hicham Ouguantar (37) e Noureddine Kharsas (40) residente ad Avezzano; mentre Kujtim Mustafi, macedone (22) domiciliato all’Aquila, è sottoposto all’obbligo di dimora. Si tratta di persone che avevano avuto dei contratti con delle aziende fucensi, ma al lavoro ci andavano poco. Ora, secondo quanto detto in conferenza stampa, potrebbero essere espulsi. Probabile che nel proseguimento delle indagini spuntino anche nomi di italiani.
LUOGHI DELLO SPACCIO. Le indagini sono partite da un’intercettazione che ha aperto uno squarcio su quello che accadeva. Gli episodi di spaccio, dove la polizia era appostata, ci sono stati nella stragrande maggioranza all’Aquila, nella piazza principale della frazione di Preturo e intorno a un centro commerciale nella zona di Campo di Pile, mentre ad Avezzano l’area scelta per le dazioni e incontri per accordi era quella intorno alla stazione. Una sola la cessione di droga riscontrata a Celano e una a Trasacco. Un altro luogo concordato, sempre per quanto riguarda L’Aquila, era il piazzale di un’attività commerciale sulla statale 80, zona Casermette, all’Aquila, ma anche nei pressi della sede di Alenia Spazio a Campo di Pile. Incontri anche lungo la statale 17 all’uscita del casello dell’Aquila Ovest. Altri luoghi deputati allo smercio, viale Gran Sasso, nei pressi dello stadio Fattori, e la Villa comunale. Alcune cessioni sono avvenute in un Map di Arischia dove abita uno dei sospettati. Punti di incontro anche Sant’Elia, il terminal di Collemaggio, via Beato Andrea, via Onna, Barisciano e Roio. Tra le attività investigative anche una perquisizione domiciliare fruttuosa in un Map di Prata d’Ansidonia.
LA DROGA. Tra gli acquirenti degli spacciatori, come ha sottolineato Niglio, gente di ogni età ed estrazione sociale: studenti, professionisti, imprenditori, commercianti. Le cessioni, spesso concordare all’esterno e poi portate a domicilio, sono state in tutto 77. La cocaina veniva venduta a 50 euro al grammo con un giro di affari di 10mila euro. Ma gli indagati erano ben consapevoli che girare con partite consistenti era rischioso. Per cui, quando uscivano per le consegne, non portavano più di 15 grammi. «Avevano delle vedette», ha detto Niglio, «c’era la chiamata e poi la vendita, avevano organizzato vere e proprie piazze».
GLI INTERROGATORI. Dovrebbero svolgersi entro 10 giorni gli interrogatori di garanzia per fatti risalenti tra il 2016 e lo scorso anno. Gli accusati hanno nominato alcuni avvocati. Si tratta, per ora, di Mauro Ceci del Foro dell’Aquila e Luca e Pasquale Motta del Foro di Avezzano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

