Fiori all’Immacolata sotto la pioggia

9 Dicembre 2021

A Santa Chiara la prima volta del vescovo ausiliare D’Angelo coi frati e l’Unitalsi

L’AQUILA. In una giornata di pioggia che riduce ulteriormente una cerimonia – già breve di suo – al tempo esatto di un’Ave Maria, la buona notizia è che – finalmente – sono partiti i lavori alla chiesa annessa al convento di Santa Chiara. Salvo imprevisti, i frati Cappuccini la riavranno l’anno prossimo, non appena saranno terminati gli interventi previsti dal secondo lotto per ripristinare l’agibilità e la funzionalità del tempietto e restituirlo all’antico splendore. E così la messa ritualmente celebrata nella stipatissima sala Santa Chiara potrà essere spostata in una chiesa vera.
La prima volta del vescovo ausiliare Antonio D’Angelo sulla balconata dell’Arce dell’Immacolata – per il tradizionale omaggio floreale da parte dei vigili del fuoco e dei singoli fedeli – lascia all’uditorio un messaggio di speranza. «La Madonna, per ciascuno di noi credenti, è una donna di fede che si apre alla speranza. La preghiera che facciamo qui vuole dare una luce di speranza a quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo. Accompagnati dalla sua benedizione e protezione questo cammino lo possiamo fare tutti insieme».
Nessun accenno, nei brevi discorsi che precedono la messa, al bombardamento della stazione ferroviaria e della Zecca dell’8 dicembre 1943, con centinaia di vittime e di feriti tra militari e civili. Così come sono confinate nella sfera dei ricordi personali le assenze di due punti di riferimento per la famiglia dei Cappuccini, i compianti padre Corrado Lancione e padre Bruno Cipriani, scomparsi a distanza di quattro mesi l’uno dall’altro.
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