Fiori all’ingresso del parco per onorare le 309 vittime

6 Aprile 2021

Oggi l’iniziativa dei familiari: gesto dedicato anche a chi ha perso la vita per il Covid

L’AQUILA . Ricordare le vittime del terremoto con un fiore da depositare oggi – primo giorno di ritorno in fascia arancione dopo la zona rossa pasquale – davanti al Parco della memoria, in piazzale Paoli, sotto il grande telo con i nomi di chi non c’è più da quella notte di 12 anni fa, che ieri i vigili del fuoco hanno appeso tra due alberi. Lo stesso telo che, fino al 2019, ha aperto la fiaccolata commemorativa, sospesa per il secondo anno consecutivo a causa della pandemia.
L'INVITO. A lanciare l’appello è il comitato dei familiari delle vittime del sisma, che, per il secondo anno consecutivo, ha riproposto anche l’iniziativa “Accendi la tua luce”, grazie alla quale, ieri notte, i balconi e le finestre della città si sono illuminati per rendere omaggio non solo ai morti del 6 aprile 2009 ma anche alle vittime del Covid: «Soprattutto», dicono i familiari, «le persone anziane, che la pandemia ha strappato alla vita nella solitudine più raggelante». «Anche quest’anno», afferma il comitato, «la fiaccolata non si è tenuta. Ma un momento di condivisione con la città, nonostante le restrizioni, lo vorremmo. E allora oggi sarà possibile recarsi nell’area antistante il Parco della memoria, dove chi vorrà potrà lasciare viole o primule che verranno messe successivamente a dimora».
IL PARCO. «Questo anniversario», continuano i familiari, «ci porta finalmente il Parco della Memoria, uno spazio fatto di verde e acqua che verrà inaugurato nel momento in cui sarà possibile muoversi senza eccessive restrizioni. Perché quel luogo appartiene a tutta la comunità. Ne racconta la storia, la sofferenza, la rinascita. E apparterrà a chi capiterà per caso, magari un turista, poiché un luogo del genere non rappresenta solo il ricordo, ma piuttosto deve essere monito e conoscenza per far sì che la tragedia evocata non si ripeta. Perché se è vero che il passato è passato, è altrettanto vero purtroppo che, passano gli anni, ma il presente continua a non migliorare».
SIMBOLO. Ci vorrà ancora qualche settimana per vedere ultimato il memoriale. Il 20 marzo c’è stata la posa dell’obelisco di 15 metri che sovrasta la fontana monumentale nella cui vasca sono incisi, in rilievo, i nomi delle vittime. L’opera, realizzata con fondi comunali e con donazioni effettuate dalla società Eataly e dalla Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza, vede la luce al termine di un iter lungo (il progetto vincitore del concorso di idee lanciato dal Comune risale addirittura al 2013), accompagnato anche da alcune polemiche. «È stata una conquista faticosa», sottolinea Antonietta Centofanti, portavoce del comitato dei familiari delle vittime, «pensiamo sia importante, però, che ora esista e che stia nel cuore della città. È un simbolo, e i simboli servono a mantenere viva la memoria».
LA RETE NAZIONALE. In questi 12 anni i familiari delle vittime hanno dato vita a una rete nazionale, “Noi non dimentichiamo”, di cui fanno parte anche comitati e associazioni dei parenti dei morti di altre tregedie: il terremoto di San Giuliano di Puglia, la strage di Viareggio, il rogo della ThyssenKrupp di Torino, la Terra dei Fuochi, le alluvioni del Sarno e Giampilieri. «In queste tragedie non c'è nulla di ovvio né di naturale», spiega Centofanti, «la rete serve a ricordare che se in questo Paese siamo bravissimi a gestire le emergenze, siamo indietro anni luce su sicurezza e prevenzione».
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