Fiori bianchi e lacrime sul banco di Marco

Il dolore dei compagni di classe dello Scientifico, oggi due pullman accompagnano i ragazzi al funerale a Celano
AVEZZANO. Qualcuno guarda nel vuoto, qualcun altro non riesce a trattenere le lacrime, altri ancora si danno forza stringendosi in un abbraccio. E poi quei fiori bianchi vicino a una grande foto, lasciati su un banco in seconda fila. È il giorno del dolore nella classe I Q del Liceo Scientifico “Pollione” di Avezzano.
Gli studenti piangono la morte del loro coetaneo 15enne, Marco Zaurrini, di Celano, rimasto ucciso sabato sera da un’auto pirata sulla Statale che collega Paterno a Celano. Alla guida un pluripregiudicato drogato e ubriaco, Luigi Antidormi, 33enne.
Maicol Baldelli, che guidava lo scooter su cui c’era Zaurrini, è rimasto ferito gravemente ed è ancora in ospedale. Quando sono entrati a scuola sono stati subito raggiunti dalla preside Marina Novelli, che li ha abbracciati e li ha confortati rassicurandoli sul fatto che in questo duro momento, non saranno lasciati soli. Alla cattedra c’è l’insegnate di italiano, Maria Antonietta Orlandi.
«Ci vorrà un po’ per elaborare un dolore così grande», dice con un filo di voce, «prima di entrare ho incontrato altri giovani di Celano, di altre classi, sono tutti molto provati». Gli studenti hanno unito i banchi al centro dell’aula e stanno preparando dei cartelli che porteranno al funerale del loro amico. Sulla lavagna delle frasi in onore di Zaurrini. “Marco, anche se ci hai lasciato” una delle scritte, “sarai una presenza eterna che vivrà sempre nel nostro cuore”. Prima della ricreazione torna la Novelli, accompagnata da una delle insegnanti che al momento della tragedia si trovava all’Expò di Milano, con il fratello di Marco Zaurrini, Simone. Anch’egli frequenta il Pollione, è uno studente del IV P.
«È stato terribile», racconta di quella sera, quando stavano per uscire dai padiglioni, «quando è arrivata la prima telefonata abbiamo tutti sperato che potesse essere solo un incidente senza feriti gravi. Poi la seconda e da lì le strazianti grida di un giovane a cui dicono che il fratello è morto».
«Una tragedia. Il dolore e la disperazione si sono sostituiti alla gioia di un viaggio d’istruzione», va avanti la preside, «ma questi ragazzi, che sono tanto giovani quanto bravi e attenti, troveranno la forza di reagire». Nemmeno durante la ricreazione i ragazzi hanno lasciato l’aula. Qualcuno ha atteso la professoressa di disegno Fernanda Donati sulla porta. La professoressa li ha stretti e con loro ha pianto. «Marco rimarrà sempre nei nostri cuori», dice agli studenti. «La scuola per noi non è solo istruzione», continua, «è anche insegnare a vivere insieme e a superare le difficoltà». E mentre gli studenti continuavano a colorare insieme all’insegnante di informatica Roberto De Cristofaris, aggiunge: «Era bello, discreto, onesto. Con quei grandi occhi chiari, sempre con il sorriso. Con i compagni era vivace ma era un buono. Siamo affranti e con il cuore vicini ai genitori, Giuseppe e Rossella».
«Ho già vissuto la morte di un mio studente 13 anni fa», conclude, «Carmine Botticchio originario di Pescina. Per me è una tragedia che si ripete». «Domani mattina (oggi per chi legge)», dice la preside Novelli, «informerò gli studenti delle classi frequentate dai due Zaurrini che possono essere accompagnati dalla scuola ai funerali. La ditta Rosati, che ci ha portato in gita, ci ha messo a disposizione gratuitamente due pullman.
Magda Tirabassi
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