Fioritto: «Castel di Sangro Servizi in rosso»

23 Agosto 2015

CASTEL DI SANGRO. Bilancio in rosso nel 2014 per la “Castel di Sangro Servizi”, la società pubblica a responsabilità limitata il cui socio unico è l’amministrazione comunale. Ammonta a 235mila euro...

CASTEL DI SANGRO. Bilancio in rosso nel 2014 per la “Castel di Sangro Servizi”, la società pubblica a responsabilità limitata il cui socio unico è l’amministrazione comunale. Ammonta a 235mila euro il deficit accumulato dalla municipalizzata che si occupa della gestione a carattere imprenditoriale di servizi pubblici della città.

A denunciarlo è il gruppo consiliare di minoranza “Progetto Comune”, che ha pubblicato un manifesto per denunciare il grave “buco” accumulato lo scorso anno dall’azienda. «È un fatto molto grave», commenta il capogruppo Alfredo Fioritto, «causato ai danni della cittadinanza da un’impresa creata dal Comune che ne ha voluto la nascita per far fronte a una serie di servizi locali. Ma oggi prendiamo atto che tali servizi non sono svolti nel migliore dei modi. Il primo e più importante esempio è quello della pulizia e raccolta dei rifiuti nella città, che appare sporca e ha subìto, nei giorni scorsi, enormi danni di immagine a causa della cattiva raccolta della spazzatura. Noi vogliamo sapere chi è il responsabile di questo enorme debito e vogliamo avvisare i cittadini che è in corso un’ operazione da parte degli amministratori che non ci sembra corretta: mettere a carico del bilancio comunale la perdita economica della società, suddivisa in tre anni, che produrrà una riduzione delle risorse in favore di altre attività che il Comune dovrebbe svolgere. Non escludiamo di procedere con una denuncia alla Corte dei Conti.

«Il Comune», proseguono, «è il socio unico fondatore e detentore dell’intero capitale sociale ed esercita sull’azienda un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi, indirizzandone e verificandone la gestione con le modalità previste dalla legge». «Ecco perché non riusciamo a capire», aggiunge Fioritto, «come sia stato possibile accumulare un tale debito senza che nessuno abbia mai lanciato l’allarme».

Massimiliano Lavillotti

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