Fischi e urla accolgono i 25 migranti

2 Settembre 2020

Applausi provocatori da un piccolo gruppo di manifestanti, ma nessuna barricata: residenti preoccupati per il Covid

AVEZZANO. Fischi, urla e applausi provocatori hanno accompagnato l’arrivo a Paterno dei 25 migranti provenienti da Lampedusa. Insieme a un piccolo gruppo di manifestanti della Lega e di Gioventù nazionale c’era una massiccia presenza delle forze dell’ordine in via Monte Cervaro. Le barricate annunciate non ci sono state e tutto è andato per il verso giusto. Quando i migranti, quasi tutti giovani, sono scesi dal bus i manifestanti hanno iniziato a urlare e a fischiare, poi è partito anche l’applauso. Tutte le operazioni si sono svolte, però, senza particolari problemi.
I profughi sono giunti a destinazione poco prima dell’una viaggiando sull’autobus proveniente da Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Per tutta la giornata nella zona c’è stata massima allerta, soprattutto davanti all’ex centro di formazione che è stato riconvertito a ostello per accogliere i migranti in arrivo dalla Sicilia. Tra i residenti della popolosa frazione di Avezzano, 1.810 abitanti, c’è preoccupazione anche se i migranti sono stati sottoposti a tampone. Dovranno inoltre restare in isolamento in attesa del test di conferma. In altre strutture Cas italiane, infatti, il tampone di controllo in alcuni casi ha dato esito positivo. «Siamo un paese accogliente e bisogna sfatare il luogo comune che è circolato in questi giorni che Paterno non sa accogliere», afferma un residente davanti alla struttura. «Siamo preoccupati solo perché non sappiamo se i migranti verranno controllati in modo adeguato durante il periodo di isolamento. Sentiamo spesso parlare di casi in cui gli stranieri sfuggono al controllo. Per il resto non abbiamo problemi a dare ospitalità a chi ne ha bisogno».
Nella notte tra domenica e lunedì c’è stato poi l’inquietante episodio della sassaiola contro le finestre della struttura rimaste danneggiate. Cosa che ha rischiato di compromettere il programma di accoglienza messo a punto per dare ospitalità ai migranti. Un allarme successivamente rientrato grazie a un intervento immediato dei gestori della struttura che hanno provveduto a riparare i danni causati da ignoti. Il problema strutturale ora riguarda la possibilità di distanziamento, ma soprattutto quello di isolamento in caso di contagi. Sulla struttura di accoglienza, infatti, sono stati sollevati dubbi di idoneità da parte del Comune. Una lettera, firmata dal commissario prefettizio del Comune di Avezzano, Mauro Passerotti, è stata però inviata al prefetto dell’Aquila per segnalare la non idoneità dell’immobile a ospitare gli stranieri. Non sarebbe possibile, secondo il Comune o meglio secondo la sua struttura tecnica, applicare le norme di distanziamento volte a contrastare il coronavirus. Inoltre la struttura avrebbe una destinazione d’uso difforme da quella alberghiera necessaria per poter ospitare delle persone. L’attuale destinazione d’uso sarebbe quella di scuola e laboratori per formazione professionale. Precedentemente l’immobile era stato utilizzato come centro di formazione professionale.
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