Foibe o antifascisti? Il rondò da intitolare fa litigare Pratola

18 Febbraio 2015

I Giovani comunisti criticano la decisione della Provincia: «Revisionismo storico sì, ma eroi partigiani dimenticati»

PRATOLA PELIGNA. A chi intitolare il nuovo rondò stradale? È scontro a Pratola. Dove c’è chi contesta il piano di dare memoria alle vittime delle foibe.

Uno di questi è Giacomo De Fanis, coordinatore provinciale dei Giovani comunvisti e del circolo di Rifondazione in Valle Peligna, chiede di mantenere viva la memoria dell’antifascismo a Pratola Peligna e nessuna intitolazione di opere pubbliche al revisionismo storico.

L’appello arriva dopo l’annuncio dell’intitolazione della rotonda di capo la Croce alla memoria delle foibe.

«L’amministrazione provinciale, ancora una volta, scivola nella retorica del revisionismo storico», afferma De Fanis, «già l’intitolazione di un’aula di scuola pubblica ad un vecchio podestà, alla presenza della vicepresidente Antonella Di Nino, aveva suscitato le giuste polemiche della cittadinanza pratolana attenta ai valori costituzionali di antifascismo e democrazia. Pratola Peligna, Comune medaglia di bronzo al merito civile, vanta concittadini antifascisti come Rocco Di Pillo, deportato nei campi di sterminio di Flossenbürg, a cui l’amministrazione dovrebbe pensare per l’intitolazione di luoghi pubblici, piuttosto che alle foibe su proposta di Goccia Tricolore. Non dimentichiamo stragi e crimini di cui si sono resi responsabili non solo i nazisti, ma anche i fascisti italiani nei territori dell’ex Jugoslavia. Crimini oggetto di sistematica rimozione mentre le fucilazioni delle foibe, arrivate dopo venti anni di italianizzazione forzata, di razzismo e di violenza fascista, viene ingigantita e decontestualizzata. Queste prese di posizione sono fermamente condannate dalla Slovenia. La libertà repubblicana di cui godiamo è stata conquistata dalla resistenza partigiana, in cui si distinse l’eroica Brigata Majella».

«La vicepresidente Antonella Di Nino e l’amministrazione provinciale», conclude il rappresentante dei Giovani comunisti, «pongano riparo a questo errore, rendano il giusto omaggio ai cittadini pratolani che furono vittime del nazifascismo, piuttosto che assecondare i revisionisti».

Federico Cifani

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