Fois: «Leggete molto per conoscere»

Lo scrittore e sceneggiatore si racconta ai ragazzi del Vitruvio: «I promessi sposi? Palestra perfetta che prepara al mondo»
AVEZZANO. Un altro nome imponente della letteratura contemporanea ha fatto tappa ad Avezzano: Marcello Fois, scrittore, commediografo e sceneggiatore, finalista al Premio Campiello e Premio Strega nel 2012 con il libro “Nel tempo di mezzo” ha incontrato i ragazzi del Liceo scientifico Vitruvio per il progetto “Gli scrittori si raccontano”. Il progetto, nato con lo scopo di avvicinare alla scrittura e coinvolgere attivamente nel mondo della letteratura di oggi i ragazzi, permette loro di incontrare gli autori e conoscerli attraverso il racconto delle loro esperienze.
E sono stati proprio i ragazzi ad avviare l’incontro, dopo il saluto e i ringraziamenti del dirigente scolastico Francesco Gizzi, presentando lo scrittore e omaggiandolo con la proiezione di due videoclip da essi realizzati sui libri “Quasi Grazia” e “Renzo, Lucia e Io”, insieme a un’esibizione musicale dal vivo in onore alle sue origini sarde.
Nelle ore trascorse insieme ai vitruviani, l’autore è stato in grado di catturare l’attenzione di ognuno, quasi creando un senso di suspanse che non ha dato adito a noia e distrazioni, intervallando riflessioni a risate, in risposta al suo sarcasmo. Il discorso è stato principalmente incentrato sulla triade istituzione scolastica, letteratura e lettura.
Ha affermato Fois: «La scuola è un luogo di formazione che vede la coesistenza di due qualità d’azione: la responsabilità di accettare un insegnamento e l’entusiasmo di divulgarlo, e per tutti il periodo scolastico è l’unica stagione della vita in cui ci si occupa in maniera sostanziale della propria formazione senza alcuna incombenza esterna. Non si deve però confondere l’intrattenimento con la formazione».
A tal proposito, Fois ha inserito l’esempio a lui particolarmente caro del romanzo “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni, il quale, nonostante sia ritenuto da molti studenti noioso e difficile, deve essere categoricamente letto e studiato. Lo definisce una specie di «palestra perfetta che prepara ad affrontare varie situazioni della vita, a porsi delle domande più che a darsi delle risposte. In esso, infatti, il lettore può ritrovarsi e accettare la veridicità della quotidianità che emerge, anche se avrebbe voluto leggere altro come se la scrittura dovesse essere solo una forma di consolazione ai turbini di angosce e paure che molto spesso ci affliggono. Il potere della scrittura sta nel far interagire la mente del lettore con la materia che lo scrittore ha messo in campo in modo tale che la storia risulti il frutto della loro collaborazione».
Essa permette al lettore di considerare molte più opzioni di quante ne avrebbe nella vita, come un catalogo di possibilità, perché dentro i libri ci sono tutte le vite possibili: secondo lo scrittore «chi ha letto abbastanza non può essere omofobo, non può essere un bullo, non può considerare la donna amata un oggetto di sua proprietà. La letteratura risulta dunque più utile di quanto sembri e i grandi classici riescono a resistere agli urti e alle usure del tempo perché preservano nella loro antichità una forte attualità».
Fois ha poi donato agli aspiranti scrittori dei consigli fondamentali: «Leggere molto per conoscere e saper scrivere, sì, ma imparare a dimenticare due parole: ispirazione e originalità, che sembrano elementi essenziali nella scrittura, ma non sono che due orpelli che fanno rimanere ancorati ai nastri di partenza».
E se l’originalità di una storia inventata è impossibile da dimostrare tra le innumerevoli storie già esistenti, allora è la personalità a giocare un ruolo fondamentale, la personalità con cui si scrive ciò che da sempre è stato scritto: «La letteratura infatti», conclude l’autore, «ribadisce l’ovvio, e lo scrittore non è altro che un bambino che, tornato da scuola, è entusiasta di raccontare la sua giornata ai genitori riuscendo a rendere così straordinario l’ordinario».
Marcello Fois, un letterato, un insegnante, un comunicatore.
Linda Frigioni
Domitilla Alfonsi
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