Folla di fedeli alla Madonna Fore

E a Collemaggio in fila per la distribuzione dei ramoscelli d’ulivo benedetti da monsignor Petrocchi
L’AQUILA. La tradizione è stata rispettata. Anche quest’anno tantissime persone si sono ritrovate alla Madonna Fore, la piccola chiesa dedicata alla Madonna dell’Addolorata, per la benedizione dei ramoscelli d’ulivo. Quest’anno, complice probabilmente il cambio di orario con il passaggio all’ora legale, il serpentone di persone che si inerpicavano lungo la strada che conduce al santuario affidato alle cure dell’omonima confraternita, è continuato anche quando la messa celebrata dal nunzio apostolico Orlando Antonini era iniziata da un pezzo. Tanti ritardatari, quindi, costretti ad accelerare il passo lungo i 3 chilometri verso la Madonna Fore, immersi nel verde e con in più, quest’anno, le statue della via Matris, non ancora del tutto completata, opera dello scultore aquilano Valter Di Carlo, da qualche settimana installate lungo il percorso.
All’arrivo alla Madonna Fore, gli aquilani hanno trovato i volontari della Misericordia per fare una misurazione della pressione arteriosa, mentre in basso, un gruppo della Croce Rossa offriva le tradizionali pizze pasquali. Per chi è rimasto in città l’appuntamento più importante è stato alla restaurata basilica di Collemaggio. Sul sagrato, all’aperto, l'arcivescovo metropolita Giuseppe Petrocchi ha benedetto i ramoscelli d’ulivo, scortato dai Cavalieri di Malta e con l’aiuto dei volontari della Croce Bianca. All’interno, lungo le navate rimesse a nuovo dopo il disastro di quasi nove anni fa, i fedeli sono stati accolti dalle note del Coro di Collemaggio che, con la sezione di violini e l’arpa, ha creato una atmosfera di grande suggestione. I posti a sedere nella grande chiesa a malapena sono riusciti ad accogliere tutti i fedeli. A Onna, per la distribuzione dei ramoscelli di ulivo, è stato scelto il luogo della Memoria, il piccolo giardino dedicato alle vittime del sisma, un luogo simbolo per gli onnesi che si trova al margine dell’antico borgo in cui la ricostruzione sembra finalmente essere partita. (r.p.)
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