Folla di giovani per l’addio a Giuseppe

Celebrati i funerali del 27enne ucciso in Liguria. Don Daniel: «Un calvario per la sua famiglia che reagisce con dignità»
RIVISONDOLI. Una folla attonita si è radunata sul sagrato della chiesa di San Nicola a Rivisondoli per l’ultimo saluto a Giuseppe Colabrese. In moltissimi, hanno voluto rendere omaggio al giovane, ucciso in Liguria. Tra loro tantissimi ragazzi e ragazze provenienti da Sulmona, Pescocostanzo, Barrea e dagli altri paesi dell’Altopiano. Giovani che insieme ad autorità e tante altre persone si sono stretti attorno alla famiglia di Giuseppe Colabrese, che da oltre un anno attendeva una sepoltura.
«Un calvario che la famiglia sta portando avanti con dignità e fermezza, nella consapevolezza che la vera vita non finisce», ha detto il parroco Don Daniel durante l’omelia, «la morte non è la fine di tutto e Giuseppe continuerà a vivere e sorridere ancora nei nostri cuori. Così come lo farà in tutti questi giovani che oggi si sono ritrovati insieme per salutare un loro coetaneo buono, sorridente e disponibile». Parole pronunciate davanti ad Annarita Grossi e Luciano Colabrese, madre e padre di Giuseppe, ai suoi due fratelli e gli zii Italo e Vittorio. Persone finite loro malgrado in una fitta rete di dolore. Proprio loro che non hanno mai voluto credere in un allontanamento volontario del proprio congiunto e si sono trovate a fare i conti con una tragedia dai risvolti ancora tutti da chiarire. Per loro, però, nella chiesa di San Nicola dove la famiglia ha deciso di officiare la funzione per il congiunto, per una volta, dopo oltre un anno, non c’è stato spazio per le domande. Queste, sempre presenti nelle loro giornate, si sono fermate sino al cimitero del centro montano dove il giovane è stato tumulato in silenzio. Lo stesso che sarà utile al raccoglimento di tutti quelli che hanno voluto bene a Giuseppe Colabrese. Amici, parenti e conoscenti che ora potranno rivolgere un pensiero, una preghiera o portare in dono dei fiori alla dimora del giovane. Tra la folla anche gli avvocati Federica Benguardato e Alessandro Rotolo. Infatti perché c’è ancora un processo da fare e per la famiglia il silenzio di oggi non potrà continuare ancora. Occorre farsi delle domande e soprattutto trovare risposte per capire cosa sia capitato a Giuseppe e ridare soprattutto dignità ad un ragazzo pulito e attendo a costruirsi un futuro. In particolare è necessario ripartire dai primi giorni di agosto dell’anno scorso quando il giovane arrivò per una breve vacanza in Liguria. Poi capire gli spostamenti e chi era con lui durante quei giorni bui finiti in un mistero ancora tutto da svelare. Un lavoro su cui sono concentrati gli inquirenti della procura di La Spezia e gli avvocati delle parti. Attività da portare avanti con tutte le attenzioni che la stessa richiede ma questo domani oggi e per qualche ora resti almeno quel silenzio e pace che forse il povero Giuseppe attendeva da troppo tempo.
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