Folla dà l’addio al 68enne D’Eramo

Sorbo rende omaggio all’uomo travolto dal trattore: «Persona schietta e buona»
TAGLIACOZZO. A dare l’addio a Carlo D’Eramo, il pensionato e di 68 anni di Sorbo schiacciato giovedì dal trattore, è accorsa tantissima gente. Tanto che la chiesa della Madonna delle Grazie non ha potuto contenere tutti, per cui molti hanno dovuto seguire la finzione, celebrata da padre Abel, dal piazzale antistante. La maggior parte delle persone presenti provenivano da Tagliacozzo, da Scurcola Marsicana, dove per tanti anni D’Eramo è stato custode del cimitero, e anche da Roma. Ciò perché Sorbo, frazione di Tagliacozzo, a causa dell’inarrestabile spopolamento dei piccoli centri montani, è diventato un paese quasi fantasma. Il numero delle famiglie residenti non va oltre la decina. D’estate, coloro che sono emigrati, soprattutto nella capitale, in cerca di lavoro, avendo la casa, vi ritornano per trascorrere le vacanze. Alcuni di loro ieri sono tornati a rendere l’estremo saluto all’amico Carlo.
Tra questi Massimo Farina che, commosso, ne tratteggia la figura: «Era una persona perbene, dal carattere mite, generoso. D’estate, per rendere piacevole il soggiorno dei suoi compaesani che tornavano, organizzava feste, sagre, fuochi d’artificio». Un giudizio analogo esprime Tonino Di Gioacchino, la cui famiglia è una delle pochissime rimaste a Sorbo: «Carlo lascia un grande vuoto. Era una persona schietta, leale, pronta ad aiutare chi si trovava in difficoltà».
La moglie di Carlo D’Eramo, Maria, e i figli Luca ed Emanuele, annichiliti dal dolore, non riescono a capacitarsi come possa essere accaduta una simile tragedia. Carlo, infatti, non era uno sprovveduto, usava il trattore da una vita e non gli era mai successo nulla. Padre Abel, per lenire la sofferenza di questa famiglia, sceglie per l’omelia il capitolo 28 del Vangelo secondo Matteo: Maria di Magdale e l’altra Maria andarono a visitare la tomba di Gesù, ma la trovarono vuota. Un angelo disse loro di non aver paura, perché Gesù era risorto. Le donne allora corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Questi andati in Galilea lo videro e vi si prostrarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli e insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
«Carlo», ha commentato padre Abel, «risorgerà nella Pasqua del Signore. Questo non è un momento di lutto ma di gioia».
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