Folla in lacrime dà l’addio al “gigante buono”

1 Novembre 2019

Nella piazza di Borgo via Nuova i funerali del ristoratore che ha perso la vita tra Collelongo e Trasacco

AVEZZANO. Una folla silenziosa ha invaso ieri pomeriggio la piazza di Borgo via Nuova per l’ultimo saluto al “gigante buono”. La chiesa di Sant’Isidoro non è riuscita a contenere i fedeli ed è stato necessario allestire un gazebo sul sagrato per permettere a tutti di partecipare ai funerali di Stefano De Gasperis, 49 anni, lo storico ristoratore di Avezzano proprietario della pizzeria “Golden Park” morto in uno schianto contro il muretto di un ponte lungo la Provinciale per Collelongo.
Il rito funebre è stato presieduto da don Adriano Principe, che ha espresso parole di conforto per i familiari, per la moglie Elisa e per l’anziana madre Maria Teresa che era in lacrime davanti alla bara e che ha lo stesso nome della nipotina. Don Adriano ha ricordando l’affetto e l’amicizia che lo legava a Stefano sin dall’infanzia.
«Non ci sono parole per consolarci, c’è la parola di Dio però», ha affermato, «Stefano era un gigante buono, un uomo affabile, gentile, accoglieva tutti con grande amore e gioia. Aveva tante doti, amava tanto la vita e la sua famiglia. Una persona umile che ci ha insegnato come vivere questa vita, con il sorriso, con la calma. Nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio e nulla potrà mai separarci da Stefano, che rimarrà sempre vivo nei nostri cuori».
Presente anche il sindaco di Collelongo, Rosanna Salucci, che in rappresentanza dell’intera comunità ha voluto ricordare un uomo buono e sempre con il sorriso.
«Sei arrivato in punto di piedi in paese», ha spiegato il primo cittadino, «ma in poco tempo sei diventato un punto di riferimento della comunità. Motivavi gli altri con la tua tenacia, la tua laboriosità e il tuo senso delle istituzioni. Hai preso a cuore il paese pur non essendo di Collelongo. Vivrai nei nostri cuori con l’esempio che ci hai lasciato. È stato un onore conoscerti».
Poi c’è stato il ricordo commosso dell’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia e delle associazioni d’Arma. Infine la commemorazione dei parrocchiani e quella arricchita dalle commoventi preghiere del paracadutista e del bersagliere. «Ci mancherai», hanno detto i militari in congedo in una lettera ufficiale, «ma non ci mancherà quella eredità morale che hai lasciato: l’amore per il prossimo. Dal cielo proteggi la tua famiglia». Il feretro è stato accompagnato in corteo dai paracadutisti prima e dagli amici poi per un’ultima sosta davanti alla sua abitazione, quella che non è riuscita a raggiungere la sera scorsa, fermato da un tragico destino. (p.g.)
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