Folla per l’ultimo saluto a Sciarra

20 Giugno 2017

Il ricordo di Cialente: «Un uomo brillante e precursore dei tempi» 

L’AQUILa. Una folla immensa ha dato l’addio, nella chiesa parrocchiale di San Sisto, a Gianfranco Sciarra, pioniere delle televisioni private, assicuratore, appassionato di cucina, un personaggio poliedrico amato dalla città, morto improvvisamente sabato scorso a 72 anni.
Tra i tanti aquilani ieri presenti in chiesa per l’addio molti personaggi istituzionali tra i il sindaco Massimo Cialente, l’ex deputato Romeo Ricciuti, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, ma anche amici come, solo per citarne qualcuno, il compositore Giorgio Cavalli e tanti altri ancora. Tra questi i componenti della confraternita enogastronomica Terre d’Abruzzo. E, non a caso, sulla bara è stata posta la medaglia di camerlengo, ruolo che ricopriva nella suddetta confraternita. Ha raggiunto la moglie Aurora, anche lei deceduta prematuramente qualche anno fa, e lascia i figli Cristina, Fabio, Andrea, Giammarco.
Questo il ricordo del sindaco Cialente: «Con la scomparsa di Gianfranco perdo un amico dalla personalità brillante, intelligente e stimolante. La città perde invece un giornalista appassionato, capace e visionario, grande precursore dei tempi. Uno dei primi a comprendere il potenziale delle tv private e a investire energie in questo campo. Da lui ho imparato a stare in televisione, seguendo i suoi consigli equilibrati e frutto di esperienza e competenza. Restano memorabili le trasmissioni da lui ideate e condotte, i talk show che sapeva condurre in maniera equidistante, dando informazioni precise, verificate e comunicate con oggettività». «Gianfranco era una persona dinamica», ha aggiunto, «e ha sempre coltivato moltissimi interessi e attività. Ricordo, in particolare, il suo impegno negli ultimi anni all’interno della Confraternita Enogastronomica delle Terre d’Abruzzo. Ancora una volta, attraverso questa esperienza, è stato in grado di guardare avanti, di guardare oltre, identificando nelle risorse enogastronomiche del nostro territorio un volàno di sviluppo su cui puntare per il futuro e unendo, con la maestria che lo ha contraddistinto, l’aspetto conviviale e una rara lungimiranza».
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