Folla per l’ultimo saluto all’ex ferroviere

7 Aprile 2019

In chiesa anche tanti colleghi dell’uomo, per la sua morte l’unico indagato è il fidanzato della figlia

SULMONA. Si sono svolti nel primo pomeriggio di ieri, nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, nella zona Peep di Sulmona, i funerali di Filippo Recchione, l’ex macchinista delle ferrovie deceduto in ospedale dove era ricoverato da circa due mesi dopo esser stato aggredito dal fidanzato della figlia. Tante persone, soprattutto ex colleghi di lavoro, sono arrivate da ogni parte d’Abruzzo per porgere l’ultimo saluto al macchinista. Nella sua omelia il parroco, don Carmine Caione ha ricordato la figura del 61enne, uomo generoso e attaccato al lavoro. Il momento più toccante è stato quando la figlia ha letto tra le lacrime una lettera dedicata al padre. L’ha letta con un filo di voce, quasi a voler difendere quell’ultimo momento di intimità con il genitore. Presenti ai funerali anche l’altra figlia ed entrambe le donne con le quali Filippo Recchione è stato sposato. L’uomo viveva da solo in un appartamento al quarto piano di piazza Tacito. Intanto, in attesa di conoscere i contenuti della perizia medico-legale che dovrà far piena luce sulle cause che hanno portato il 61enne al decesso, proseguono le indagini della squadra anticrimine del commissariato. Al momento unico indagato è il 27enne di Pacentro S.M. che, però, sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio dopo aver avuto una pesante lite in famiglia. Nei confronti del giovane gli investigatori ipotizzano l’omicidio preterintenzionale. Il suo legale, Serafino Speranza, avanza però molte perplessità sulla ricostruzione fatta – a suo dire – in modo molto confusionario dal suo assistito che nel corso di dichiarazioni spontanee avrebbe ammesso di aver raggiunto l’abitazione di piazza Tacito, di aver avuto una lite con il padre della sua ragazza, di averlo colpito con un pugno e di essere andato via lasciandolo dolorante ma ancora perfettamente lucido. (c.l.)
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