Folla per le bancarelle in piazza Duomo

Voglia di dimenticare i guai: tanta gente nonostante il numero limitato di venditori a causa del Covid. E domenica si replica
L’AQUILA. Il primo giorno in zona arancione, per l’Abruzzo, coincide con il ritorno del mercato in piazza Duomo.
Appuntamento molto atteso dagli aquilani che, complice la bella giornata di sole, ne hanno approfittato per un giro in centro e tra i banchi del mercato, soltanto 24, un numero limitato per evitare assembramenti e garantire il massimo rispetto delle regole.
Dall’artigianato ai prodotti tipici fino all’abbigliamento e alle calzature. Il mercato è tornato ad animare il cuore della città, con esercenti locali, «nessuno da fuori regione».
«È l’ennesima ripartenza a cui ormai siamo abituati, l’ennesima prova», afferma Alberto Capretti, presidente della Fiva-Confcommercio della provincia dell’Aquila, che ha organizzato l’evento insieme all’amministrazione comunale.
«Un ringraziamento particolare va agli aquilani», dice Capretti, «che hanno affollato il mercato, con un afflusso costante durante tutta la giornata, dalle prime ore del mattino fino alle 20».
Il prossimo appuntamento è fissato per domenica 20 dicembre, l’ultimo weekend prima di Natale.
Non ci saranno, invece, quest’anno né i mercatini natalizi, né la fiera dell’Epifania, che sono stati cancellati dall’emergenza Covid.
Negozi aperti e tanta gente a passeggio, «ma nel pieno rispetto delle disposizione anti-Covid», sottolinea ancora Capretti, «con il distanziamento dei banchi del mercato, l’apposizione di cartelli informativi e l’utilizzo del gel igienizzante ad ogni banco, oltre alla divisione del settore alimentare da quello degli altri prodotti. Auspichiamo di entrare in zona gialla prima di Natale», aggiunge Capretti, «per far ripartire tutto il settore della ristorazione e della somministrazione: la situazione economica resta difficile. Non è possibile fermarsi completamente; occorre cautela ma l’economia locale, fortemente provata dagli eventi negativi degli ultimi anni, a partire dal terremoto del 2009, deve rimettersi in moto e risalire la china. Noi ambulanti viviamo di questo lavoro e offriamo un servizio importante per la città: il mercato è un punto di riferimento anche per gli esercenti del centro storico e per tutte le attività. Avremmo potuto mettere cinquanta banchi, ne abbiamo inseriti la metà per rispettare al massimo le disposizioni vigenti».
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