Follie lungo i binari, indagine della Polfer

28 Gennaio 2022

Sopralluogo degli agenti dopo le segnalazioni dei residenti, le Ferrovie “invitate” a chiudere i varchi 

AVEZZANO. La denuncia dei residenti, attraverso il Centro, sul ripetersi delle folli bravate che da diversi giorni stanno mettendo in atto alcuni adolescenti lungo la ferrovia Roma-Pescara, ha avuto l’effetto sperato: ieri mattina la Polfer di Avezzano ha provveduto a effettuare i rilievi sul posto, invitando la Ferrovia a chiudere tutti i varchi aperti nel tratto interessato. Il passo successivo sarà quello di ripristinare uno stato di sicurezza sulla recinzione, assolutamente necessario per evitare future tragedie, considerato che in quel tratto, i treni viaggiano intorno ai 130 km orari. L’episodio del gruppetto di ragazzi che da alcuni giorni mette a repentaglio la propria vita attraversando i binari, dopo aver scavalcato la rete di recinzione, ha destato scalpore, soprattutto tra i genitori. Sapere che in certi pomeriggi i propri figli rischiano la vita, solo per non percorrere qualche centinaio di metri in più per raggiungere la meta prefissata, deve essere stato scioccante. Ma perché? Cosa spinge un quindicenne che ha davanti a sé tutto un mondo ancora da vivere e da scoprire, a sfidare la sorte? Ecco la risposta dello psicologo Cristiano Di Salvatore: «È un atteggiamento tipico dell’età adolescenziale. Nella maggior parte dei casi, quando si crea un gruppo, inevitabilmente si costituisce il branco, che presuppone la presenza di un elemento con una personalità più spiccata rispetto agli altri, e che in pratica stabilisce le regole per poter entrare a far parte di quella cerchia». Regole che talvolta prevedono anche delle prove: «Esattamente – prosegue Di Salvatore – e non è raro il caso che gli elementi più fragili debbano sottoporsi a delle sfide di particolare coraggio che poi vengono amplificate sui social per dimostrare di essere forti, ma che spesso si concludono con risultati tragici che portano alla disperazione di genitori troppe volte ignari del comportamento dei propri figli».
«Un altro degli elementi che danno vita a condotte anomale», conclude, «è rappresentato dalla noia. Oggi i ragazzi hanno praticamente tutto e quando vengono a mancare gli stimoli, è facile cadere nella depressione e nell’abulia, con la conseguenza che si sente il bisogno di andare alla ricerca di nuove emozioni, sempre più forti e che possano dare adrenalina, molto spesso sfidando anche il destino, esattamente come stanno facendo da alcuni giorni questi giovani».
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