Fondi europei congelati per 5mila imprese agricole

Mancano 23 milioni, 15 sono destinati al Fucino. Allarme di Confagricoltura Appello ai parlamentari abruzzesi affinché si allentino le maglie della burocrazia
AVEZZANO. I fondi europei, destinati alle imprese agricole marsicane e abruzzesi, sono imbrigliati nelle maglie della burocrazia targata Agea: strettoia “fatale” per le casse degli imprenditori dove mancano 23 milioni di euro dei contributi del piano di Sviluppo rurale del quadriennio 2016/2019. La quota più rilevante riguarda la Provincia dell’Aquila, Marsica in testa, con 15 milioni. Confagricoltura lancia l’allarme e chiede sostegno a senatori e deputati eletti in Regione, affinché si attivino per far sbloccare quell’ingranaggio burocratico che rallenta le procedure e, quindi, l’erogazione dei contributi alle 4.854 imprese.
«L’ultimo report dell’assessorato all’agricoltura», sottolinea il presidente Fabrizio Lobene, «certifica che in Abruzzo i pagamenti agli agricoltori bloccati in Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, riguardano un numero imponente di aziende agricole che devono ricevere i contributi previsti dal piano di sviluppo rurale per le domande istruite dalla Regione negli anni 2016, 2017, 2018, 2019. Però il sistema informativo agricolo nazionale con i suoi algoritmi tiene in ostaggio gli agricoltori dell’intera Regione. È paradossale che in questo tragico periodo di emergenza Covid 19, mentre il governo nazionale deve stanziare somme stratosferiche per garantire liquidità alle famiglie e alle imprese, i soldi destinati agli agricoltori sono bloccati dalla follia burocratica del ministero dell’Agricoltura e dalle procedure informatiche gestite da un sistema ormai completamente fuori controllo».
EMENDAMENTO. Per alleviare le “sofferenze” delle migliaia di aziende, non solo abruzzesi, Confagricoltura confida in una modifica della legge in fase di approvazione definitiva in Parlamento, utile per velocizzare il saldo dei contributi assegnati rimasti imbrigliati nelle maglie strette della burocrazia. «Con quest’iniziativa», aggiunge Lobene, «l’organizzazione degli imprenditori chiede che l’agenzia per le erogazioni in agricoltura sia autorizzata al pagamento d’ufficio dei pagamenti di tutte le domande per superficie riguardanti le annualità precedenti al 2020».
L’APPELLO. «Abbiamo inviato la richiesta, condivisa dall’assessore regionale all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, che il mese scorso ha fatto approvare un punto analogo dalla Conferenza Stato-Regioni, a tutti i parlamentari eletti in Abruzzo. Vediamo se i nostri rappresentanti riusciranno, al di là dell’appartenenza partitica, a far approvare una legittima richiesta che, tra l’altro, non riguarda solo l’Abruzzo, ma tutte le Regioni che hanno in Agea l’organismo pagatore».
RIFORMA AGRICOLA. Per Confagricolura, l’emergenza coronavirus rappresenta un passaggio chiave per rivoluzionare il comparto agricolo. «La pandemia in corso», conclude Lobene, «sta dimostrando la necessità, non più rinviabile, di scardinare la follia burocratica esistente. L’Europa non ha più alibi per accettare una profonda riforma: il Covid-19 dev’essere il detonatore per ripensare le molte sovrastrutture imposte dall’Unione, applicate nel nostro paese con un ulteriore carico burocratico e di inefficienze incomprensibili che rappresentano la vera palla al piede dell’agricoltura italiana». (m.s.)
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