Fondi post-sisma, altri furbetti

4 Settembre 2015

C’è il caso di una persona che ha ottenuto indebitamente 34.000 euro di autonoma sistemazione

L’AQUILA. Continuano senza sosta le inchieste della magistratura sui cosiddetti furbetti del terremoto. La giunta comunale nei giorni scorsi ha deciso di costituirsi parte civile contro alcune persone che, in modi diversi, hanno cercato, secondo le accuse del pubblico ministero, di trarre un indebito vantaggio dalle provvidenze post-sisma. Le casistiche sono diverse. Una, molto diffusa, riguarda chi ha approfittato, o cercato di farlo, della cosiddetta autonoma sistemazione. Il caso giunto all’attenzione del Comune che ha deciso, appunto, di costituirsi parte civile, riguarda un cittadino, M.C., che, secondo la Procura, avrebbe dichiarato falsamente di abitare prima dei 6 aprile 2009 in una casa del centro storico cittadino quando in realtà quella casa l’aveva affittata e lui abitava stabilmente in un Comune dell’Aquilano insieme al suo nucleo familiare. In tal modo, sempre secondo il pm, avrebbe avuto oltre 34mila euro di autonoma sistemazione senza averne diritto. Altra casistica quella di chi vorrebbe far passare per prima casa un edificio che prima casa non è cercando di avere il contributo pieno per la ricostruzione. Il Comune si è costituito parte civile contro G.C., il quale avrebbe dichiarato che la sua prima abitazione era in una frazione aquilana mentre in realtà era nel centro storico dell’Aquila. Infine, la famosa delibera 58 che ha consentito di costruire migliaia di casette. È stato scoperto il caso di alcune persone che, con l’alibi della delibera 58, avevano costruito parte in zona di rispetto stradale e parte in zona agricola intensiva.