Fondi Restart cultura rimodulati i soldi non spesi nel 2017

Saranno destinati ai progetti residui non finanziati nel 2019 Via libera dalla giunta comunale dopo l’analisi dei rendiconti
L’AQUILA. I fondi del programma Restart (filone cultura) non spesi nel 2017 saranno destinati ai progetti (residui) che non era stato possibile finanziare nel 2019.
Lo ha stabilito la giunta comunale. “Attraverso l’attività di monitoraggio e analisi delle rendicontazioni trasmesse dai beneficiari”, è scritto nella delibera, “l’Ufficio Restart cultura osserva l’andamento delle attività finanziate, evidenziando anche l’effettivo utilizzo delle risorse assegnate; tale attività ha ad oggi evidenziato, in riferimento alle risorse assegnate a valore sull’annualità 2017, alla conclusione delle fasi di rendicontazione di tutti i progetti presentati sui filoni A, B e C, un residuo complessivo di 129.731 euro. Nella gestione dell’ultima annualità 2019, nell’ambito del filone A, destinato al finanziamento degli enti e delle istituzioni già sostenute dal Mibact tramite il Fondo Unico dello Spettacolo, la procedura di assegnazione dei contributi si è conclusa evidenziando una disponibilità complessiva non sufficiente a coprire la totalità delle esigenze espresse dagli operatori del territorio, per un importo complessivo di 113.000 euro. A tale fine si ritiene utile riprogrammare le risorse residue sulle annualità 2017 finalizzandole a copertura delle esigenze del filone A annualità 2019 non completamente finanziate per esiguità di risorse messe a bando”.
Il filone “Sviluppo delle Potenzialità culturali per l’attrattività turistica del cratere” mira ad attivare “una serie di azioni volte a creare convenienze per le istituzioni aquilane e del territorio del cratere a fare rete, aggregando gli operatori del settore, le istituzioni, gli istituti artistici culturali, nel mutato scenario competitivo del settore culturale. Supporta la creazione e la sedimentazione di competenze in campo artistico-culturale, sia di tipo tecnico-materiale che immateriale e ne incentiva la diffusione all’interno della filiera culturale locale. Supporta inoltre la valorizzazione e la conoscenza del patrimonio culturale del cratere, nell’idea di pervenire alla costruzione di un’immagine unitaria da promuovere sui mercati turistici più globali, attraverso anche l’organizzazione di eventi sul territorio di portata e risonanza almeno nazionale”.

