Fondi ricostruzione, inchiesta flop
Chiavaroli assolto con formula piena dall’indebita percezione
L’AQUILA. Il tribunale ha assolto con formula piena, ovvero «perché il fatto non costituisce reato», Ermanno Chiavaroli, ingegnere, il quale era finito sotto processo per indebita percezione dei fondi per la ricostruzione. Anche in questo caso, come per tante altre vicende riguardanti i lavori per i restauri, il processo è finito in archivio ma ci sono voluti tre anni. Il caso era venuto alla luce nell’ambito di un’inchiesta della Finanza su diversi profili a carico di tre persone tra cui Chiavaroli. I tre indagati, secondo accuse infondate, per le diverse pratiche, avrebbero beneficiato di fondi elargiti sulla base di certificazioni ritenute false: ci fu il sequestro preventivo disposto dai gip Giuseppe Romano Gargarella e Guendalina Buccella per una somma ingente. Il filo rosso che sembrava unire le tre pratiche passate ai raggi X dagli investigatori sarebbe quello della dichiarazione di residenza, al momento del terremoto, come abitazione principale, nello stesso immobile per il quale è stato chiesto il contributo pubblico di ricostruzione. Che quindi è stata coperta al 100%. Le indagini avrebbero accertato che i richiedenti il contributo dimoravano altrove. Due casi su tre hanno riguardato la sostituzione edilizia, cioè la casa ceduta al Comune e ricomprata altrove (in un caso a Milano); mentre il terzo (Chiavaroli)riguardava la ristrutturazione di una casa nella zona di Sant’Elia che per l’accusa era in stato di fatiscenza già prima del terremoto. Il tribunale ha anche restituito le ingenti somme a lui sequestrate. L’uomo era difeso dall’avvocato Fabio Alessandroni. Anche le altre persone a suo tempo indagate con Chiavaroli sono state, in precedenza, scagionate.(g.g.)
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