Fondi sisma a Montesilvano, sfida legale

14 Luglio 2020

L’Usrc vuole citare in giudizio per danni l’amministrazione comunale adriatica per accertare la corretta assegnazione

L’AQUILA. È destinata ad avere ulteriori strascichi giudiziari la vicenda della concessione da parte dell’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usrc) al Comune di Montesilvano, della somma di circa 200.000 euro per la riparazione di un’abitazione privata di Montesilvano, che sarebbe stata danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009.
L’Usrc è infatti intenzionato a citare in giudizio per danni l’amministrazione costiera. L’obiettivo è accertare se le procedure adottate dal Comune – che hanno portato dopo 11 anni alla concessione del contributo – siano state o meno corrette. Il via libera alla concessione dei fondi legati al sisma 2009 (caso unico per Montesilvano) in realtà è arrivato da una sentenza del Tar, sezione di Pescara, che si è pronunciato in base a una perizia d’ufficio. La sentenza è del gennaio 2019, non è stata appellata ed è quindi diventata esecutiva. Pochi giorni fa sempre il Tar ha obbligato l’Usrc a pagare. Il Comune di Montesilvano, ricevuta la domanda di indennizzo nell’autunno del 2009, avrebbe fatto maturare il cosiddetto silenzio-assenso salvo poi, nel 2017, negare il contributo con una “nota” finita all’attenzione dei giudici amministrativi che l’hanno annullata. La perizia allegata alla sentenza di primo grado muove censure alla “relazione istruttoria del responsabile del settore pianificazione del Comune di Montesilvano del 3 febbraio 2017”, relazione che era alla base del diniego del contributo. Scrive il verificatore nella perizia, che è stata fondamentale per la decisione del Tar di Pescara favorevole al privato: «La relazione redatta dal responsabile del procedimento amministrativo a supporto del preavviso di diniego, al sottoscritto verificatore non appare esaustiva e sufficientemente motivata. Non risulta allegata una descrizione chiara e completa del quadro fessurativo dell’immobile; non si evidenzia che tra le fessurazioni sono presenti anche lesioni inclinate a 45 gradi, dovute a sollecitazione a trazione, tipiche di sollecitazione dovute a forze orizzontali sismiche; non è possibile motivare delle lesioni di un immobile adducendo la vetustà dell'edificio, esistono infatti edifici ben più vetusti dell’edificio in oggetto che non hanno alcuna lesione, né il tecnico comunale ha dimostrato con calcoli o indagini le carenze delle strutture verticali a sopportare i carichi verticali ai quali sono sottoposte; non ha alcuna rilevanza che l’immobile non ha riportato ulteriori danni a seguito degli eventi simici dell’agosto-ottobre 2016 e di gennaio 2017 in quanto gli eventi sismici confrontati sono diversi sia per la localizzazione dell’epicentro che dell’intensità del sisma”.
La conclusione del perito è stata quindi che i danni all’abitazione privata fossero dovuti al terremoto dell’Aquila. Fermo restando che il cittadino i soldi a questo punto li avrà comunque, l’ufficio speciale di Fossa vuole chiarire per via giudiziaria i vari passaggi burocratici della vicenda.
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