Fondi sisma, assolti De Masi e Barberio

6 Giugno 2018

Il giudice: nessuna indebita percezione a carico dell’architetto e della dottoressa. Anche il pm d’accordo con la difesa

L’AQUILA. Sono stati assolti con formula piena, dopo che lo stesso pm aveva invocato la medesima decisione, l’architetto Vincenzo De Masi, presidente della Polisportiva L’Aquila rugby e la dottoressa Loredana Barberio, sua moglie, che erano finiti sotto accusa per una presunta indebita percezione di erogazioni pubbliche richieste nell’ambito della ricostruzione post-terremoto, ieri risultata inesistente.
Una vicenda che ha tenuto sotto scacco gli accusati per almeno un paio di anni nell’ambito di un’inchiesta della Finanza. Questo a fronte di un contributo che sfiora i 210mila euro.
Ieri si è tenuto il rito abbreviato davanti al giudice per le udienze preliminari Mario Cervellino cui erano arrivate le richieste di rinvio a giudizio. Un rito abbreviato condizionato ottenuto dalla difesa, nel quale lo stesso rappresentante della Procura ha fatto marcia indietro chiedendo di scagionare i due professionisti che erano entrambi assistiti dall’avvocato Fabio Alessandroni. Nel pomeriggio i due, ieri presenti in aula, sono stati definitivamente scagionati «perché il fatto non costituisce reato». L’accusa, per queste e altre pratiche similari, riguardava la dichiarazione di residenza, al momento del terremoto, come abitazione principale, nello stesso immobile per il quale era stato chiesto il contributo pubblico di ricostruzione. Che quindi è coperta al 100%. Le indagini avrebbero invece accertato che i richiedenti del contributo dimoravano stabilmente altrove. Attestazioni, dunque, ritenute false in un primo momento ma le cose, in realtà, stavano in maniera molto diversa. . Si è anche convenuto che alla base degli equivoci che hanno portato all’incriminazione ci sono delle norme molto difficili da interpretare e una modulistica complessa che può ingannare chiunque.
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