Fondi sisma, prosciolti per una casa equivalente

13 Ottobre 2018

Scagionati dal giudice una donna e il tecnico che le aveva fatto una perizia In precedenza era stata anche restituita la somma di 149mila euro

L’AQUILA. Era accusata di aver percepito in modo illecito un contributo per l'acquisto di un'abitazione sostitutiva di quella danneggiata dal terremoto, a Onna, dichiarando falsamente che quest'ultima fosse prima abitazione e sovrastimandola.
Per questo i finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria dell'Aquila, in esecuzione di un provvedimento emesso dal giudice per le per le indagini preliminari, misero sotto inchiesta una donna, Rossana Salvi, e il proprio tecnico progettista, Giovanni Mancinelli, entrambi di 55enni, aquilani, eseguendo un sequestro preventivo di una ingente somma, poi restituita.
Ma il giudice per le udienze preliminari, Mario Cervellino, ha completamente scagionato i due dall’accusa di indebita percezione dei fondi (316 ter cp) contestata dal pm «perché il fatto non costituisce reato».
Salvi e Mancinelli, del resto, erano stati già giudicati innocenti dalle stesse accuse dalla Corte dei Conti con ampia formula.«La Salvi», commentano i suoi legali Antonello Bonanni e Carolina Marchetti, «ha patito non poche ripercussioni sulla sua serenità visto che è stata illegittimamente avviata una procedura penale nei suoi confronti per aver, invece, legittimamente usufruito del contributo per l'acquisto di una abitazione per equivalente in sostituzione della propria danneggiata dal sisma 2009 per una somma pari a 149mila euro. unica casa posseduta dalla signora e che entrambe le procedure sono state da noi chiarite». Mancinelli, invece, è stato assistito dall’avvocato Andrea Filippi De Santis.(g.g.)
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