Fondi Telethon al dipartimento di biotecnologie

16 Luglio 2014

L'AQUILA. Il gruppo di ricerca del Dipartimento di biotecnologie e scienze cliniche applicate dell'Università dell'Aquila – diretto da Anna Maria Teti – è stato selezionato tra i vincitori del bando...

L'AQUILA. Il gruppo di ricerca del Dipartimento di biotecnologie e scienze cliniche applicate dell'Università dell'Aquila – diretto da Anna Maria Teti – è stato selezionato tra i vincitori del bando di concorso Telethon 2014 per la ricerca sulle malattie genetiche rare. La realtà scientifica abruzzese ha vinto un finanziamento di 202.300 euro. Il team si occupa di osteopetrosi, una grave malattia genetica dello scheletro dovuta all'inattività degli osteoclasti, le cellule ossee che normalmente sostituiscono il tessuto vecchio con l'osso nuovo e garantiscono le normali funzioni dello scheletro. La sua ricerca va avanti da anni e non si è fermata neppure con il terremoto del 2009 che aveva distrutto il suo laboratorio, cambiando la sua vita e quella dei suoi collaboratori che all'improvviso si sono ritrovati senza un laboratorio, senza uno studio e con anni di lavoro e di esperimenti buttati al vento. Grazie ai nuovi fondi ottenuti potrà proseguire la sua ricerca che si pone da un lato l'obiettivo di chiarire meglio i meccanismi di questa patologia ancora in parte sconosciuti, dall'altro di mettere a punto in laboratorio una terapia sperimentale che possa essere in futuro testata anche su pazienti. «Al momento – si legge in una nota di Telethon – non ci sono cure risolutive per l'osteopetrosi: solo per alcune forme è possibile tentare il trapianto di midollo osseo, che però è efficace nella metà dei casi». I progetti vincitori del bando Telethon 2014 sono stati selezionati dalla Commissione Medico Scientifica a seguito di un rigido processo di valutazione basato sul metodo del «peer-review», letteralmente «revisione tra pari», in grado di garantire rigore, trasparenza e oggettività. La commissione medico scientifica è composta da 32 scienziati provenienti da diversi Paesi nel mondo che si sono avvalsi a garanzia di una maggiore efficacia nella valutazione di 326 revisori esterni, ricercatori provenienti da 26 nazioni.