Fontari e Piano d’area, è scontro politico

22 Giugno 2015

Rifondazione comunista attacca il «partito unico del cemento» e chiede una soluzione eco-sostenibile

L’AQUILA. «Sulla realizzazione della nuova seggiovia Fontari e, più in generale, sul Piano d’area e sulle presunte responsabilità del fronte ambientalista nel bloccare il “monumentale sviluppo del Gran Sasso”, è il caso di precisare alcune cose». Comincia così l’intervento di Enrico Perilli, capogruppo comunale di Rifondazione comunista Prc, e Maurizio Acerbo della segreteria nazionale. «Precisazioni», aggiungono, «che si rendono doverose alla luce della formazione di quello che potremmo chiamare il “Partito unico dello sviluppismo cementizio”, con al suo interno un ampio schieramento politico, sindacale e associativo che va dalla Cgil ad alcuni settori di comitati nati dopo il sisma, a Confindustria, Ance, albergatori ed esponenti politici di centrodestra e di centrosinistra. Il mondo ambientalista, nell’accezione più vasta, finora ha presentato solo qualche osservazione sui progetti, senza mai proporre alcun ricorso. Il blocco dell’iter realizzativo del nuovo impianto delle Fontari si deve dunque esclusivamente all’inadeguatezza dell’impalcatura deliberativa proposta dal Comune dell’Aquila. I tanto odiati ambientalisti, accusati di lottare solo sulle questioni aquilane, in realtà si battono a tutela dell’ambiente sul tutto il territorio nazionale. Dalla Tav al Mose, alla Variante di Valico e a Ombrina, dalla riperimetrazione del Parco Sirente-Velino al gasdotto Snam, per citare solo alcune delle battaglie combattute e spesso vinte. Al contrario alcuni amministratori e cittadini aquilani dimostrano grande sensibilità ambientalista solo su progetti extra-comunali, a Pescara ambientalisti e all’Aquila sviluppisti…In secondo luogo vorremmo ricordare che il Parco nazionale ha l’obbligo di rispettare leggi e norme a tutela dell’ambiente. Non sarà la nomina di un presidente amico che eliminerà leggi e norme di tutela ambientale.La nuova seggiovia delle Fontari, così come proposta, non è una sostituzione ma un nuovo impianto, diverso in lunghezza, struttura, punto di partenza e di arrivo che richiederà la costruzione di una pista diversa da quella già esistente. Si continua a parlare di sostituzione falsificando la realtà del progetto proposto. Il problema vero, tuttavia, cioè quello dei giorni in cui è realmente possibile sciare, non viene risolto dal nuovo impianto e neanche dalla realizzazione degli impianti a Montecristo e alla Fossa di Paganica. Quanto alla promozione del turismo estivo, non è stato presentato alcun progetto. Non siamo contrari alla modernizzazione degli attuali impianti ma chiediamo, da tempo, un luogo di incontro per arrivare a una soluzione condivisa che porti alla realizzazione di qualcosa di veramente utile ed ambientalmente sostenibile».

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