Forno crematorio, 600 no
San Demetrio, il comitato ora sollecita il referendum
SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. Oltre 600 firme per dire no al forno crematorio. La petizione, proposta dal comitato “San Demetrio per l’ambiente” e che andrà avanti anche nei prossimi giorni, è stata depositata ieri mattina sul tavolo del sindaco Silvano Cappelli. Nel documento si chiede la revoca degli atti amministrativi adottati dal Comune, in relazione al progetto di costruzione del tempio crematorio. Non solo. Il comitato propone una sorta di referendum popolare: una consultazione che dia ai sandemetrani l’opportunità di decidere, «senza imposizioni». Una protesta che viaggia su più fronti.
L’opposizione in consiglio comunale ha bocciato il progetto, ma sono i residenti del centro vestino a far sentire con forza la loro voce. Decine e decine le lenzuola con la scritta a caratteri cubitali «No forno», apparse sui balconi delle abitazioni. E c’è chi ha annunciato l’interessamento del prefetto per bloccare il progetto che porta la firma dell’associazione temporanea di imprese (Ati) costituita da Altair ed Edilver. Nella petizione si fa riferimento «alle emissioni gassose prodotte dal forno crematorio: polveri sottili come il monossido di carbonio, che hanno caratteristiche altamente tossiche. In particolare», si legge nella nota, «le diossine e il mercurio. Sostanze che rappresentanto una minaccia per la salute umana e per l’ambiente».
Proprio il rischio di inquinamento è alla base della protesta, che si sta allargando a macchia d’olio. «Esiste un’ampia letteratura scientifica», prosegue la petizione, «che evidenzia le criticità legate gli impianti di cremazione». Motivazioni alla base della richiesta di «revocare le deliberazioni che hanno portato all’approvazione dell’impianto e, in ogni caso, di sospenderle in attesa di una consultazione popolare». Dei possibili rischi per la salute e dell’impatto che il forno crematorio può avere sul territorio si parlerà nell’incontro promosso, per il prossimo 14 gennaio, dal comitato “San Demetrio per l’ambiente”, il cui presidente è l’avvocato Paolo Minazzi. È previsto l’intervento del dottor Roberto Ranalli, responsabile dell’Associazione medici per l’ambiente della provincia dell’Aquila.
Il tempio crematorio fa parte del progetto di ampliamento dell’attuale cimitero monumentale: il project financing prevede un costo complessivo di 2 milioni e 342mila euro, compresa la realizzazione dei nuovi loculi.
Per ogni salma cremata il Comune di San Demetrio, che non avrà spese di realizzazione, incasserà una tassa “di ingresso” di 50 euro.©RIPRODUZIONE RISERVATA

