Forno crematorio negato, il Comune citato per danni

TAGLIACOZZO. Il Comune non accoglie la richiesta di una società piemontese di realizzare nel centro turistico un forno crematorio e si ritrova citato per danni. I fatti sono andati così: i primi di...
TAGLIACOZZO. Il Comune non accoglie la richiesta di una società piemontese di realizzare nel centro turistico un forno crematorio e si ritrova citato per danni. I fatti sono andati così: i primi di giugno la T.C.V, di Vogogno, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, presenta all’amministrazione un progetto finanziario che prevede la realizzazione, la concessione e la gestione, nei pressi del cimitero di Tagliacozzo, di un impianto crematorio. La proposta, in base a un decreto legge del 2016, avrebbe dovuto essere valutata entro il termine perentorio di tre mesi. Il primo agosto il Comune chiede alla società di fornire dei chiarimenti e delle integrazioni. La società però risponde che l’avrebbe fatto al rientro del personale dalle ferie. Il 21 settembre il Comune comunica all’impresa che, non avendo ricevuto i chiarimenti richiesti e non avendo potuto quindi valutare il progetto entro i i tre mesi stabiliti per legge, avrebbe interrotto la procedura di valutazione e restituito i due assegni depositati dalla stessa società a titolo di cauzione provvisoria. Il giorno dopo la società ha fatto pervenire i chiarimenti richiesti, ma ormai, secondo il Comune, era troppo tardi. L’11 novembre sono stati restituiti alla T.C.V. i due assegni, della somma complessiva di 72.000 euro. Il finanziamento previsto era di 3.600.000 euro. Qualche giorno dopo la società ha fatto ricorso al Tar, chiedendo non solo l'annullamento del provvedimento del Comune di interrompere l'iter di valutazione della proposta, ma anche il risarcimento dei danni «subiti a causa di una condotta illegittima dell'amministrazione». Il 10 dicembre la giunta ha dato mandato allo studio legale Cerulli Irelli-Lorizio & Associati di assistere il Comune davanti al Tar. Compenso: 5.000 euro. Ad di là dell’aspetto formale, sulla decisione presa dall'esecutivo di interrompere la procedura di valutazione della proposta della T.C.V. , trovando una sponda anche nelle opposizioni, ha pesato sicuramente l’orientamento dell’opinione pubblica, decisamente contraria alla realizzazione del forno crematorio. «Questo tipo di impianti», rileva l’assessore al Bilancio, Giuseppe Mastroddi, «anche se dotati di accorgimenti e di tutele per l'ambiente, non si addicono a una cittadina che vive di turismo, come Tagliacozzo. Vanno piuttosto incoraggiate tutte le iniziative che valorizzino il nostro patrimonio storico-monumentale, le nostre risorse naturali e paesaggistiche e gli eventi culturali e ricreativi».
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