Foro sospetto alla finestra del Comune

13 Dicembre 2019

Potrebbe trattarsi di un pallino sparato da una pistola oppure da un fucile ad aria compressa dai Quattro Cantoni

L’AQUILA. Un piccolo foro a una finestra di Palazzo Fibbioni, sede degli uffici del sindaco, che dà su via San Bernardino, verso i Quattro Cantoni, nel salone Rivera – abbastanza lontano dagli uffici del primo cittadino – ha messo in allarme molte persone all’interno dell’edificio.
La Digos, con l’ausilio della polizia scientifica, sta esaminando da due giorni la zona. Il sospetto è che si tratti di un foro provocato dal pallino di una pistola o un fucile ad aria compressa, sparato dall’esterno probabilmente di notte, anche se per il momento, secondo la questura, nulla è riconducibile a una simile certezza. È solo una delle ipotesi, perché si tratta di un vetro a camera (cioè del classico doppio vetro) e il foro riguarda solo il primo strato di vetro, quello esterno, da dove potrebbe essere partito l’eventuale colpo.
Ma se si fosse trattato di un pallino, secondo la polizia, sarebbe rimasto bloccato tra il primo e il secondo vetro. Invece non è stato trovato nulla e questo fa sorgere qualche perplessità. Certamente si tratta di qualcosa che ha forato il primo strato del vetro della finestra, partito da una fonte che ha impresso un notevole potenza a un corpo molto piccolo (ecco perché si pensa al pallino di una pistola o di un fucile ad aria compressa).
Se, altrimenti, si fosse trattato di un vero proiettile partito da un’arma vera, avrebbe frantumato il vetro o lo avrebbe comunque attraversato tutto, conficcandosi da qualche parte nel salone Rivera.
Invece nessuno si è accorto di nulla. Il foro è stato scoperto mercoledì mattina, casualmente, da un impiegato del Comune, che ha avvertito i superiori, i quali hanno chiamato la polizia.
Si ipotizza persino che non si tratti di un fatto recente, ma che potrebbe risalire anche ad alcuni mesi fa.
La questura, comunque, proprio perché non esclude nessuna pista e ipotesi – a cominciare da una bravata, per finire con un atto intimidatorio, anche se quest’ultima sembra poco probabile, ma non impossibile – ha preso il caso sul serio e stanno indagando gli agenti della Digos, che mercoledì sono stati a Palazzo Fibbioni, insieme ai loro colleghi della Scientifica, che sono tornati a esaminare l’edificio, sia dentro che fuori, anche ieri mattina.
«Se sono preoccupato? Sono più preoccupato di quello che il governo non sta facendo per L’Aquila sulla ricostruzione», è il commento del sindaco Pierluigi Biondi, «e non certo per questa situazione. Non credo si tratti di un atto intimidatorio, comunque non ho una mia ipotesi sul caso, perché me lo hanno riferito e non mi ero affatto accorto di quel foro. Poteva essere lì anche da tempo. Sono altri i problemi di cui preoccuparci», conclude Biondi.
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