Fossa, ecco il paese raddoppiato

11 Marzo 2011

Il borgo antico minacciato dalla frana, nel nuovo villaggio c'è tutto

FOSSA. Trentatré, Valore Alpino. Il numero campeggia sulla casa delle penne nere che hanno voluto lasciare il segno riservandosi una delle baite che guardano il paese vecchio. Gli anziani, la mattina, dopo il segno di croce cercano l'orizzonte con lo sguardo. Trentatrè dei 151 Map con dentro 370 residenti di Fossa, più di metà paese, che hanno perso casa, sono targati Ana. Per fare un giro nel villaggio San Lorenzo col sindaco Luigi Calvisi serve una calcolatrice. Qui sono piovuti, finora, 22 milioni.

Cosa che ha fatto piacere alla gran parte dei residenti, indispettito qualche oppositore (qui a maggio si vota) e attirato l'invidia degli altri amministratori che sono riusciti a raccogliere di meno. «Ha viaggiato in lungo e in largo, ma i risultati li ha raggiunti», dicono di lui. Il villaggio di San Lorenzo è un cantiere aperto. «Mancano tante cose», dice Calvisi, medico del 118 che ha affrontato due anni di codici rossi, stavolta senza camice. «Abbiamo sistemato tutti nelle case, col sorteggio. Qui dovremo vivere tanto tempo, occorre far bene le cose. Bisogna pensare ai vivi, senza dimenticare i morti (quattro, qui, le vittime del sisma, ndr). Anche il cimitero è inagibile e ci stiamo adoperando per riaprirlo».

Il sindaco attacca con l'elenco. «Abbiamo avuto tanta solidarietà, è vero, ma l'abbiamo messa a frutto, cosa non facile. Abbiamo realizzato la chiesa, la canonica e l'oratorio, riaperto il bar e l'alimentari, due attività delocalizzate dal paese sempre per colpa del sisma. Abbiamo attivato un centro polifunzionale e lo abbiamo messo a disposizione di tutti». Qui Tonino Antonucci, una vita dedicata alla biblioteca provinciale, porterà un evento culturale tra arte e memoria. «Vedete quell'edificio giallo?», prosegue Calvisi. «È una donazione di Antrosano, il paese di don Aldo Antonelli. Sarà un Internet point per i giovani. Lì a fianco abbiamo altri 45 metri quadri. Se vorranno, li daremo per l'ufficio postale».

Poi il sindaco apre il dispensario farmaceutico e l'ambulatorio medico-pediatrico. A fianco sorgerà il municipio «terrazzato». Davanti ci sarà una piazza pavimentata «con le mattonelle di materiale dell'Etna», dice il sindaco, che è un vulcano. «Qui faremo 150 metri quadrati di parco giochi. Più sopra ci sarà largo Belvedere, noi che a Fossa avevamo piazza Belvedere. Ci metteremo le panchine. La prossima settimana iniziano i lavori per campi di bocce e di calcetto: 150mila euro». E il campo che ospitò la tendopoli? «Lo rifaremo più bello, in erba sintetica». Così Carlo Camardese e gli altri tifosi del calcio eviteranno di salire fino a San Panfilo d'Ocre.

«Quando abbiamo pensato tutto questo?», dice il sindaco. «Mentre eravamo sotto le tende. Abbiamo unito donazioni e soldi statali. Il bilancio chiuderà in attivo e ho un piano di opere pubbliche da 6 milioni». E per il paese da rifare? «Sei milioni. Siamo in fase avanzata col piano di ricostruzione, con tecnici locali. Due i milioni per la messa in sicurezza della montagna. Ci sarà il tomo-vallo con terre armate: va creata una sacca di sicurezza. Poi bisogna pensare alla strada, ma ce la faremo».

Un altro Luigi Calvisi, presidente della Pro loco, non rinuncia al sogno di Fossa come paese dove artisti e musicisti trovano l'ispirazione. Il cuore è la sala di registrazione del teatro La Fragolina dove nascono musiche da film e sono di casa Nicola Piovani, Sergio Rubini e altri big. «La notte del sisma, qui, c'erano 56 musicisti a dormire. L'idea è di riportarli tutti. Anche gli inglesi, che hanno acquistato una trentina di case, ci chiedono quando potranno tornare». Nel paese dove c'è il centro per i malati di Alzheimer (che assiste 30 pazienti), 40 bambini hanno l'enorme scuola Caritas. La vecchia stalla di fronte a San Clemente, poi, diventerà una piazza da 300 metri quadrati. Ci saranno soldi anche per migliorare l'urbanizzazione nella piana, dove le case si allagano. Tutto bene? Forse. Ma per rivedere Fossa com'era restano solo le cartoline che vende il bar Il Ponte.

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