Fossa vuole salvare le scritte sui muri fatte nel ventennio

31 Gennaio 2021

Nuovo regolamento del Comune su arredo urbano e colore Ma non c’è l’obbligo di restaurarle, la scelta è facoltativa

FOSSA. I borghi dell’Aquilano non vanno semplicemente ricostruiti ma anche ripensati dal punto di vista della qualità urbanistica per restituire loro quella bellezza che prima del sisma si nutriva dei segni della storia e che oggi può riemergere grazie a interventi attenti all’arredo urbano, all’illuminazione pubblica, al colore delle abitazioni restaurate e persino ai numeri civici. Va in questo senso l’iniziativa del Comune di Fossa guidato dal sindaco Fabrizio Boccabella che ha messo a punto un Regolamento, diffuso in bozza alla popolazione (chi vuole può fare delle osservazioni) e che sarà oggetto di discussione nel consiglio comunale del 2 febbraio per poi diventare parte integrante del “regolamento edilizio vigente del Prg e del Piano di ricostruzione”. Fra le “curiosità” anche la facoltà (non l’obbligo) del proprietario di conservare sulla facciata della propria casa le scritte realizzate nel Ventennio. Quello delle scritte d’epoca fascista mai cancellate e in certi casi conservate non è un fenomeno solo di Fossa. In molti borghi ce ne sono ancora.
IL REGOLAMENTO. “L’ambito di applicazione del regolamento”, si legge nella bozza, “non si limita al solo centro storico ma ricomprende il più ampio centro abitato, inteso come un “unico e continuo” da ricostruire, tutelare e valorizzare con la straordinaria occasione degli interventi previsti a seguito del sisma”.
VERNICIATURA. “La verniciatura delle facciate dovrà essere uniforme, non presentare velature o altri trattamenti superficiali. Si potranno utilizzare preparati già miscelati, pronti per l’uso e certificati, prodotti da ditte qualificate. In particolare, sugli aggregati di grandi dimensioni, si dovrà indicare una proposta complessiva di scelta colori, al fine di armonizzare le varie tinte delle diverse unità immobiliari costituenti l’aggregato. Per la tinteggiatura di edifici vincolati si fa riferimento alle tracce di colorazione originarie rilevate sugli immobili da ripristinare o, in mancanza di queste, si procederà all’individuazione della tinta attraverso la tavolozza dei colori delle facciate previo parere della Soprintendenza”.
PIETRE E MATTONI. “Qualora i progetti prevedano facciate con pietrame oppure mattoni a faccia vista è vietato tinteggiare i mattoni a vista, le terrecotte, le pietre naturali e i cementi decorativi costituenti le decorazioni di facciata o la facciata stessa: essi dovranno solamente essere ripuliti e lasciati a vista o ripristinati all’originale se necessario”. VENTENNIO. “È facoltà”, si legge nel Regolamento, “previo parere della Soprintendenza dove competente, preservare le scritte risalenti al periodo dell’epoca fascista presenti in vari edifici, in quanto elemento caratteristico della storia dei luoghi. Detti interventi dovranno essere eseguiti da personale esperto in restauro, senza compromettere l’estetica dell’edificio”.
INFISSI. “Per le varie unità immobiliari del medesimo aggregato, la tipologia di infissi dovrà essere la stessa, sia nella facciata principale che nelle altre, con colori da riprendersi dalla tavola dei legni. Gli infissi esterni, ove sostituiti, dovranno essere in legno, senza avvolgibili metallici o plastici o sportelli esterni”.
TETTI. “Il manto di copertura dei tetti dev’essere costituito da coppi oppure tegole in stile tradizionale dell’abitato. Esclusi tutti gli altri tipi di copertura. I canali di gronda e i pluviali di discesa dovranno essere esclusivamente a sezione circolare e dovranno essere preferibilmente in rame oppure di lamiera preverniciata di colore testa di moro”.
CANNE FUMARIE. “Le canne fumarie uscenti dalle coperture dovranno essere realizzate in elementi prefabbricati esclusivamente intonacati con le teste di protezione in metallo o in mattoni faccia vista”.
TUBAZIONI E ILLUMINAZIONE. “Nelle pareti prospettanti gli spazi pubblici e le corti esclusive è vietato sistemare tubi di scarico, canalizzazioni, antenne e parabole. Per l'illuminazione notturna è ammesso l’utilizzo di corpi illuminanti a luce calda, idonei in forma e materiale, uguali per l’intero fabbricato, oltre a eventuali luci che sottolineino ed evidenzino particolari elementi di rilevante valore architettonico”.
NUMERI CIVICI. “I numeri civici vengono forniti dal Comune, con divieto di apporne di diversa tipologia. Nel centro storico non sono ammessi gazebo e similari a copertura dei terrazzi”.
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