Fra’ Tommaso, la storia in mostra

23 Ottobre 2016

Successo per la tappa di Tagliacozzo, dal 21 novembre all’Aquila

TAGLIACOZZO. Sull’onda dell’interesse suscitato dalle frequenti citazioni che il Papa ne fa nell’Enciclica Laudato si’, Flavia De Santis, presidente dell’associazione Antiqua, ha avuto la felice idea di organizzare una mostra su fra’ Tommaso da Celano, seguace e primo biografo di San Francesco. Idea accolta con entusiasmo dal sindaco di Celano, Settimio Santilli, e di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, oltre che dalla direttrice del Polo museale d’Abruzzo, Lucia Arbace. La mostra, dal titolo “Una vita per Francesco”, sta avendo un incredibile successo. Inaugurata il 30 luglio nel castello di Celano, dal 4 ottobre è ospitata nei locali del Convento di San Francesco a Tagliacozzo. Il 21 novembre verrà trasferita al Museo Nazionale dell’Aquila e la si potrà visitare fino al 31 dicembre. Una mostra, dunque, itinerante in cui si possono ammirare le due biografie (“Vite”o “Legende”) di San Francesco: la prima scritta nel 1228, su incarico di Papa Gregorio IX, la seconda nel 1244, su commissione del ministro generale dell’Ordine, Crescenzo da Jesi, il Trattato dei Miracoli, la Vita di Santa Chiara e l’inno Dies Irae. Purtroppo non è stato possibile ottenere dalla Biblioteca nazionale francese il manoscritto di una nuova biografia inedita di San Francesco, a firma sempre di fra’ Tommaso, scoperto nel 2015 da uno studioso di Storia medievale, Jaques Dalarun. Quella ritrovata viene considerata una biografia intermedia tra la prima e la seconda. In questa nuova biografia fra’ Tommaso parla di un viaggio di Francesco a Roma, ma non come il pellegrinaggio di una persona che ha abbracciato la vita religiosa, ma come un viaggio d’affari di un mercante che resta colpito dalla povertà dei mendicanti che vede vicino a San Pietro e si chiede se sarebbe in grado di vivere un’esperienza simile. Nel 1255, fra’ Tommaso divenne direttore spirituale delle Clarisse del monastero di Val dei Varri (Sante Marie), dove morirà 5 anni dopo. Aveva 70 anni. Fu sepolto nella chiesa annesso al convento. Nel 1516, dopo la chiusura del monastero di Val di Varri, le spoglie di fra’ Tommaso furono trasferite nel convento dei francescani di Tagliacozzo. «Da allora», dice con orgoglio il sindaco Giovagnorio, «la nostra città si onora di custodire e venerare le spoglie mortali del beato Tommaso».

Fra’ Tommaso fu onorato come beato dal popolo fin dalla morte. I due maggiori storici della Marsica, Muzio Febonio e Pietro Antonio Corsignani, ne parlano come del «Beato Tommaso» e ne esaltano oltre alla «santità», la «dottrina» e il linguaggio «forbito» ed «elegante», con cui ha scritto le Vite di San Francesco. Sarebbe ora che fra’ Tommaso diventi beato anche per la Chiesa. «La mostra», ha commentato la De Sanctis, «vuole essere un momento di riflessione su uno dei più illustri figli della Marsica. Una figura ancora non valorizzata come dovrebbe essere quella del più antico biografo francescano».

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