Framiva, approvata la cassa integrazione per i 59 dipendenti
L’AQUILA . Firmato l’accordo per la cassa integrazione straordinaria per i 59 lavoratori della Framiva di Bazzano. L’azienda è stata dichiarata fallita dal tribunale di Busto Arsizio il 24 luglio ma...
L’AQUILA . Firmato l’accordo per la cassa integrazione straordinaria per i 59 lavoratori della Framiva di Bazzano. L’azienda è stata dichiarata fallita dal tribunale di Busto Arsizio il 24 luglio ma i licenziamenti sono stati sospesi in virtù del decreto Covid. L’attivazione dell’ammortizzatore sociale, per la durata di 12 mesi e con valore retroattivo, è stata approvata durante il tavolo nazionale al ministero del Lavoro, a cui hanno partecipato, in videoconferenza, i sindacati e i rappresentanti delle Regioni Abruzzo, Lombardia e Piemonte. Oggi l’accordo verrà ratificato a livello locale, con il settore regionale delle Politiche attive per il lavoro. La prossima settimana è in programma un’altra riunione, questa volta con la curatela fallimentare della Framiva, per l’accordo sui licenziamenti volontari, riservati a quei lavoratori che preferiscono accedere direttamente alla Naspi, l’indennizzo di disoccupazione. «Durante il tavolo nazionale dedicato a tutti i siti del gruppo», spiega la segretaria della Uilm Clara Ciuca, «è stato raggiunto l’accordo per il ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Un passo importante, per dare un po’ di respiro agli operai aquilani, ma i prossimi mesi si dovrà lavorare per individuare una soluzione industriale. La situazione del sito di Bazzano è molto delicata, perché va risolto il problema della proprietà dello stabilimento. Un punto cruciale, per aprire la strada a nuovi imprenditori interessati a rilevare la fabbrica». La Framiva di Varese ha acquisito la ex Otefal, specializzata nella produzione di laminati, nel 2015, alla quinta asta fallimentare, ma manca il versamento dell’ultima rata di 2,7 milioni di euro. Attualmente la vicenda è nelle mani di due curatori fallimentari. «Si deve risolvere il contenzioso», aggiunge Ciuca, «per dare un futuro occupazionale ai lavoratori, che hanno un’età media di 45 anni e quindi sono ancora lontani da possibili agganci con la pensione. L’obiettivo della Uilm è far ripartire l’attività produttiva, visto che il mercato dell’alluminio non è in crisi e abbiamo macchinari e soprattutto professionalità che non si possono disperdere. Sollecitiamo di nuovo le istituzioni, in primis la Regione», conclude Ciuca, «a intervenire per salvaguardare il futuro di 60 famiglie».
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