Framiva, scatta la cassa integrazione per 62 lavoratori

L’AQUILA. Scatta la cassa integrazione per i 62 lavoratori della Framiva, la ex Otefal di Bazzano. Il ricorso all’ammortizzatore sociale, a partire dalla prossima settimana e per 13 settimane, è...
L’AQUILA. Scatta la cassa integrazione per i 62 lavoratori della Framiva, la ex Otefal di Bazzano. Il ricorso all’ammortizzatore sociale, a partire dalla prossima settimana e per 13 settimane, è stato comunicato ai sindacati dall’azienda, che ha motivato il provvedimento con un calo di commesse legato in gran parte alla vicenda giudiziaria che ha convolto lo stabilimento aquilano. Si attende ormai da un mese, infatti, la decisione del tribunale dell’Aquila, che dopo l’ultima udienza del 5 febbraio deve ancora pronunciarsi sul ricorso presentato dalla Framiva contro l’atto con cui è stata sospesa l’aggiudicazione del sito. Una situazione di stallo, a cui ora va ad aggiungersi l’attivazione della cassa integrazione per tutto il personale: «Siamo molto preoccupati per quello che sta succedendo», ha commentato il segretario della Uilm Clara Ciuca, «visto che tarda ad arrivare la decisione del tribunale e l’azienda è costretta a ricorrere all’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Ci sono 62 operai che rischiano il posto e per questo si rende urgente l’attivazione di un tavolo in Prefettura». Il giudice ha dichiarato decaduta l’aggiudicazione del sito, rilevato nel 2015 dopo 5 aste fallimentari dalla società di Varese, per il mancato saldo dell’ultima rata, pari a 2 milioni e 700mila euro. Contro questo provvedimento la Framiva ha presentato ricorso, chiedendo una soluzione transattiva al curatore e ottenendo la sospensione dell’atto. Ma il pronunciamento tarda e c’è il rischio che l’azienda possa perdere i 7 milioni. A complicare la vicenda, l’attivazione della procedura di concordato preventivo, autorizzata su richiesta della Framiva dal tribunale di Busto Arsizio il 26 febbraio, con la nomina del commissario.
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