Frana dimenticata, strada chiusa

27 Giugno 2018

Le vibrazioni delle auto minacciano le case di via Turati. I residenti: «Nove anni di promesse»  

SULMONA. E alla fine la strada è stata chiusa. Per i vigili del fuoco, via Turati è diventata ancora più pericolosa e l’intero costone potrebbe cedere sotto le vibrazioni provocate dal passaggio delle auto. È quanto emerso dal sopralluogo effettuato ieri pomeriggio da vigili del fuoco e polizia locale, allertati dai residenti dopo l’ennesimo avvallamento che si è creato sulla strada il cui fronte, giorno dopo giorno, sta scivolando verso valle portandosi dietro case ed edifici.
«Da anni siamo in questa condizione, abbiamo più volte segnalato le condizioni in cui versa questa strada ma i nostri appelli, sebbene insistenti, fondati su fatti concreti e non su chiacchiere, sono caduti sempre nel vuoto», afferma Attilio Cantelmi, «adesso ci siamo decisi a chiamare polizia locale e vigili del fuoco che hanno potuto rilevare l’effettiva condizione della strada, aggravata dalle intemperie di nove anni, tra piogge e nevicate abbondanti».
L’intera sede stradale è stata sgomberata e interdetta alla sosta e al passaggio delle auto, anche a quelle dei residenti che, almeno per il momento, dovranno parcheggiare le vetture lontano dalle proprie abitazioni. Un problema che va avanti ormai da dieci anni e che sembrava essere risolto con lo stanziamento di 500mila euro da parte della Protezione civile regionale. Soldi che però sembrano essere svaniti nel nulla. Il progetto di risanamento deliberato dall’amministrazione comunale per via Turati prevedeva una spesa di 830mila euro, di cui 110mila euro ottenuti con un mutuo della Cassa depositi e prestiti e la parte rimanente finanziata dal contributo regionale, per opere di mitigazione del rischio idrogeologico. Ma di quei fondi assegnati dalla Regione se n’è persa traccia.
«C’è straordinario riguardo da parte di questa amministrazione comunale all’annosa problematica di via Turati, che dev’essere risolta al più presto», afferma l’assessore ai Lavori pubblici, Nicola Angelucci, «anche in riferimento ai fatti accaduti, che continuano a certificare uno stato di particolarissima attenzione all’aspetto idrogeologico dell’area. È importante trovare le risorse ed effettuare al più presto i lavori di consolidamento e di risanamento idrogeologico di un’area che fu colpita da un evento franoso nel 2009. Stiamo accelerando per individuare soluzioni idonee a mettere in sicurezza l’area e restituire serenità a tutti i residenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATADopo