Frana, la Casini batte cassa

Via Turati, il sindaco chiede a D’Alfonso i 500mila euro stanziati nel 2015
SULMONA. Un costone che continua a franare insieme alle case di via Turati, con i residenti costretti a vivere una situazione di grave pericolo. Di questo sembra essere convinta anche Annamaria Casini che si dice pronta a correre ai ripari per mettere in sicurezza una zona della città ad alto rischio idrogeologico. Da quasi 10 anni il quartiere versa nel degrado e nell’abbandono più assoluto nonostante le continue denunce dei residenti. Nei giorni scorsi il sindaco Casini ha preso carta e penna e ha scritto al presidente della Regione Luciano D’Alfonso chiedendogli che fine ha fatto lo stanziamento che lui stesso aveva assegnato nel luglio del 2015 per i lavori di consolidamento e risanamento idrogeologico dell’area di via Turati. Nella lettera il sindaco ha ricordato al presidente che l’importo complessivo dei lavori è stato calcolato in 830 mila euro di cui 110 mila a carico del Comune che ha contratto un mutuo con la Cassa depositi e prestiti. La restante cifra doveva essere coperta dal contributo della Regione.
«Tempo fa ho già avuto modo di parlare con il presidente D’Alfonso della frana di via Turati, in occasione di un incontro dedicato ai problemi della prevenzione del rischio sismico», ha sottolineato il sindaco, «oggi è il momento, ormai non più rinviabile, per inserire l’opera da realizzare in via Turati nel piano triennale delle opere pubbliche e sarebbe auspicabile ricevere una concreta conferma del contributo assegnato dalla Regione».
Un contributo che sembra essere sparito nel nulla o forse aver preso altre strade diverse da via Turati, sicuramente fuori dai confini sulmonesi. Altri paesi del circondario, come Prezza e la frazione di Campo di Fano, nel dicembre del 2016 avevano avuto dalla Regione un consistente finanziamento per i lavori di consolidamento e di mitigazione del rischio idrogeologico dei due piccoli centri. Il 23 luglio del 2015 scrivendo all’allora sindaco Peppino Ranalli, il governatore annunciava che per l’emergenza idrogeologica di via Turati, la somma – proveniente da fondi europei – messa a disposizione dalla Regione per fronteggiare il rischio di dissesto ammontava a 500 mila euro. Lo stesso D’Alfonso scriveva a Ranalli: «Ne daremo contezza attraverso una conferenza stampa, poiché riteniamo che sia un intervento di straordinario valore che noi e il tuo Comune stiamo facendo». Inoltre, D’Alfonso aggiungeva che a quell’intervento altri ne sarebbero seguiti «per fronteggiare eventuali ulteriori questioni concernenti il regime del suolo del tuo Comune».
Soldi che, però, forse a causa della crisi politico-amministrativa del Comune di Sulmona, culminata con la caduta del sindaco Ranalli, non sono mai arrivati a destinazione. Ora la Casini torna alla carica chiedendo alla Regione il rispetto degli impegni a suo tempo assunti con il Comune di Sulmona.
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