Franceschini a Biondi: «Fai il Festival»

25 Settembre 2019

Il ministro scrive al sindaco: «La manifestazione si deve tenere, e senza ingerenze». Biondi: il capo Mibac è male informato

L’AQUILA. Torna altissima la tensione a livello istituzionale, tra il sindaco dell’Aquila e il governo centrale, in particolare il ministro per i Beni e le Attività culturali (Mibac), Dario Franceschini. Il quale ha inviato ieri una lettera a Pierluigi Biondi – in risposta alla nota che il sindaco aveva a sua volta spedito al ministro, chiedendo di avocare a sé i 700mila euro stanziati per il decennale, distraendoli dal Festival degli Incontri – dicendogli in buona sostanza che il Festival si deve fare, così come programmato. Immediata la replica del primo cittadino: il Festival non c’è, perché non esiste un programma e non sono state prenotate le location.
Ma andiamo per ordine.
LA LETTERA. Ecco il testo integrale della lettera del ministro Franceschini al sindaco.
«La invito a porre in essere tutti gli atti volti ad assicurare lo svolgimento del Festival secondo il programma previsto che, come ho già ribadito nei giorni scorsi e alla luce di quanto sopra illustrato, non può né deve essere oggetto di alcuna pressione e interferenza politica». Rispondendo alla lettera che il sindaco ha inviato in data 13 settembre, Franceschini ricostruisce l’iter amministrativo seguito per la realizzazione della manifestazione, sottolineando che «non presenta alcuna anomalia» e che «tutte le fasi dell’iter sono state condivise tra il Comune dell’Aquila e questo Ministero, ma il programma del Festival è stato approvato dal Comitato operativo, l’organismo all’interno del quale, come evidenziato, sono rappresentate entrambe le Amministrazioni a cui non compete entrare nel merito di scelte di carattere esclusivamente artistico. Per altro verso, la piena condivisione di tutti i passaggi amministrativi rende ora difficilmente comprensibili rallentamenti o impedimenti nella realizzazione dell’iniziativa. La invito, dunque, a porre in essere tutti gli atti volti ad assicurare lo svolgimento del Festival secondo il programma previsto. La saluto cordialmente».
LA REPLICA. Questa la replica di Biondi.
«Temo che il ministro Franceschini sia stato male informato e non sa, ad esempio, che oggi non esiste alcun programma definitivo degli appuntamenti previsti per il Festival degli Incontri. È molto difficile, pertanto, poter assicurare lo svolgimento di qualcosa di vago. Se poi il ministro è in possesso di un calendario degli eventi, di indicazioni sui luoghi che dovrebbero ospitarli e di come verranno utilizzati i 700mila euro stanziati per commemorare il decennale del sisma aquilano con una legge dello Stato, lo prego, vivamente, di fornire anche al sottoscritto tali informazioni. È lo stesso presidente dell’Isa (Antonio Centi, ndr), ente attuatore della manifestazione, ad aver scritto che la direttrice artistica è inadempiente sotto ogni punto di vista. Non è stato consegnato un programma definitivo entro i termini previsti dal contratto e quando questo è stato proposto era, ed è tuttora, carente di molte indicazioni su location, titoli, cachet e impegni di spesa. Diversi nomi che, secondo gli organizzatori sarebbero venuti all’Aquila, non sapevano neanche di essere stati inseriti in cartellone. Sono disponibile a un confronto con il ministro in qualsiasi momento, carte e atti alla mano, per chiarire che, ad oggi, non esiste alcun Festival, ma solo una confusa idea su cui questo Comune deve comunque garantire una serie di adempimenti amministrativi, organizzativi e di monitoraggio, previsti nell’accordo sottoscritto con il Mibac».
LA DIRETTRICE “TIZIA”. Sull’argomento, dopo avere atteso più di quindici giorni, in silenzio, torna a dire la sua anche la direttrice artistica del Festival, Silvia Barbagallo, chiamata dal sindaco «una tizia».
«Cosa farò ora? Intanto ringrazio il ministro Franceschini, perché ha chiarito una volta per tutte l'assoluta trasparenza e correttezza del mio operato», è la risposta della direttrice artistica. Che aggiunge: «Il ministro ha inoltre sottolineato che il programma da me proposto era stato approvato in piena regola in tutte le sedi preposte a farlo. È importante aver ribadito che il Festival si deve svolgere senza alcuna ingerenza politica, nel rispetto delle scelte artistiche. Cosa farò? Sono in attesa di disposizioni da parte dell’Isa, che è l’ente attuatore. Io sono soltanto la direttrice artistica. Vado avanti se c’è la volontà. È comunque ovvio che ora bisognerà rivedere le date con gli artisti, perché il sindaco ci ha bloccati per 15 giorni. Ci sono troppe incognite».
RAPPORTO DIFFICILE. «Se si dovesse andare avanti con il Festival, non è e non sarà un rapporto facile con il sindaco Biondi. E non certo per colpa mia», conclude Silvia Barbagallo, «perché ho accettato questo incarico dall’Isa con estremo orgoglio. Ho le mie idee e il mio Dna, ma questo non attiene alla serietà del lavoro».
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