Francesi alla scoperta del tartufo

2 Novembre 2022

Nutrita delegazione all’Aquila per la nuova specie del Tuber Suave

L’AQUILA. Dalla Francia in Abruzzo per studiare i metodi di produzione locale del tartufo nero e scoprire la nuova specie trovata di recente proprio all’Aquila.
Nell’ultimo fine settimana di ottobre, infatti, una delegazione del sindacato dei tartuficoltori francesi è stata nel capoluogo abruzzese per conoscere la situazione locale e per confrontarsi con i produttori locali.
«Guidati dal professor Giovanni Pacioni dell’Università dell’Aquila, hanno visitato alcune delle più interessanti coltivazioni della zona, nelle quali sono utilizzate tecniche tradizionali o altamente innovative che hanno suscitato grande interesse tra gli ospiti. I componenti della delegazione francese hanno infatti tempestato di domande i proprietari degli impianti locali, rimanendo molto soddisfatti delle informazioni loro fornite», fanno sapere i promotori dell’iniziativa.
Poi ancora: «Ovviamente un particolare interesse c’è stato anche per la nuova specie trovata e descritta all’Aquila, il Tuber Suave, tartufo commestibile e dalle ottime qualità organolettiche, che potrebbe rappresentare una grande novità nel settore del tartufo».
Del resto il tartufo, insieme allo champagne, è considerato uno dei prodotti più iconici della gastronomia francese. «In Francia la tartuficoltura e la ricerca sul tartufo sono fortemente sostenute dall’amministrazione nazionale ed esiste una specifica delega nell’ambito del ministero della Sovranità alimentare», spiegano ancora dall’Università dell’Aquila.
Quindi sulla storia aquilana: «L’Aquila nel passato è stata, insieme a Norcia, la capitale europea del tartufo nero, con il prodotto che viaggiava verso l’Europa del Nord, principalmente Germania. Dal nome volgare di “taratofene” è derivata la parola “kartoffen” (“patate” in lingua tedesca, ndr). Tutto questo prima che, importate dall’America, le patate arrivassero in Europa».
E ancora: «Ai primi dell’Ottocento, per iniziativa di Ignazio Niccolò Vicentini di Tempera, segretario della Società Economica dell’Aquila, furono poi avviate con successo le prime coltivazioni di tartufi».