Frane e slavine, il paese è isolato

3 Aprile 2015

Protesta l’associazione imprenditori e commercianti di Campo di Giove: «Istituzioni assenti»

CAMPO DI GIOVE. Un paese isolato, con imprenditori e commercianti allo stremo. Gli stessi che ora sollecitano interventi concreti e minacciano iniziative eclatanti.

«Tutto è iniziato negli anni Settanta» afferma l'associazione imprenditori e commercianti di Campo di Giove «con la chiusura annuale durante il periodo invernale della Sp 12 Frentana motivata dal pericolo slavine, che effettivamente registra il serio pericolo, ma nessuno ha fatto mai nulla per metterla in sicurezza».

Poi, nel 2011, è arrivata la sospensione dei collegamenti ferroviari sulla tratta Sulmona-Carpinone.

«Da circa dieci giorni» incalzano commercianti e imprenditori «è arrivato il colpo finale: infatti sono state chiuse le strade provinciali 54, Campo di Giove-bivio per Passo San Leonardo-Pacentro, e 55, Cansano-Pescocostanzo-via Bosco di Sant’ Antonio. Ora come ora potremmo aspettarci a breve anche la chiusura dell’unica strada rimasta ancora aperta che ci collega alla Valle Peligna. A dicembre, siamo stati spogliati del presidio di continuità assistenziale. Praticamente tutti diritti essenziali che un cittadino dovrebbe avere sono finiti nel nulla. Forse i nostri governanti stanno pensando a collegamenti alternativi come gli elicotteri?».

L'associazione denuncia anche il totale stato di abbandono di Campo di Giove. «La situazione» concludono «è divenuta ormai insostenibile e sta definitivamente affossando la nostra già fragile economia. Da anni nessuna delle istituzioni competenti si occupa minimamente della manutenzione ordinaria delle nostre strade e il risultato? Frane e smottamenti continui. La situazione non è più tollerabile, aspetteremo pazientemente ancora qualche giorno ma se la colpevole inerzia degli Enti preposti dovesse persistere promettiamo azioni eclatanti». (c.b.)

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