Frasi choc sul fascismo, il caso al prefetto

1 Agosto 2017

Sezione Pci scrive anche al sindaco: «Gravi affermazioni del consigliere D’Angelo»

L’AQUILA. Una lettera aperta è stata inviata al prefetto Giuseppe Linardi e al sindaco Pierluigi Biondi da parte del segretario provinciale del Pci Andrea Petrelli, e da quello regionale Antonio Macera, su quanto «scatenato dalle affermazioni su Facebook del consigliere comunale Daniele D’Angelo». «Non è un inutile vespaio mediatico o uno sciocco polverone alimentato dai media e dalle minoranze politiche», dicono. «Si tratta di un grave attacco ai valori costituzionali, allarmante e senza precedenti, a livello non solo locale ma nazionale. Dopo le dimissioni dell’assessore del Comune di Milano per avere fatto gli auguri di compleanno al duce e altri episodi di cittadini che inneggiavano al fascismo, all’Aquila il suddetto consigliere scrive che “il fascismo è uno stile di vita” e il tutto viene fatto passare come una “leggerezza tipica” di un social. Non possiamo che dichiararci indignati per la gravità dell’accaduto. La sconfitta del fascismo ha portato storicamente alla nascita della Repubblica e uno stato repubblicano pone i suoi pilastri nella Costituzione. Migliaia di cittadini hanno dato la propria vita per farci vivere in uno stato di diritto basato sulla democrazia e non sulla dittatura. Come si fa a dichiarare il fascismo “uno stile di vita”, che ha collaborato alla deportazione di massa di esseri umani sulla supponenza della superiorità razziale italica? Non si può rimanere inermi davanti a chi dichiara di difendere e rappresentare la Repubblica e poi non condanna, anzi difende, l’operato del fascismo». «Non sta a noi, ma agli organi inquirenti», aggiungono, «verificare se risultino esserci gli estremi del reato di apologia del fascismo, ma di certo non rimarremo in silenzio e passivi davanti a tutto ciò. Di certo, riferirsi nostalgicamente al fascismo significa vagheggiare i regimi dittatoriali e offendere i valori costituzionali. Un fatto da ritenersi grave se compiuto da un qualunque cittadino, inaccettabile per un consigliere e per un sindaco. In tali circostanze, minimizzare o restare indifferenti equivale a rendersi complici di un reato contro la Costituzione. Questa lettera è frutto dell’esercizio di una cittadinanza consapevole, conscia dei propri diritti e doveri. Chiediamo che si faccia quello che è giusto per non legittimare comportamenti anticostituzionali come questo. Il sindaco si dissoci dalle dichiarazioni di D’Angelo».
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