Fratelli rom e un loro amico condannati per aggressione

29 Febbraio 2020

AVEZZANO. Prendono a pugni un marocchino dopo una discussione, mandandolo all’ospedale e procurandogli un danno permanente. Per tale motivo sono stati condannati dal tribunale di Avezzano. Si tratta...

AVEZZANO. Prendono a pugni un marocchino dopo una discussione, mandandolo all’ospedale e procurandogli un danno permanente. Per tale motivo sono stati condannati dal tribunale di Avezzano. Si tratta di Nazzareno Di Silvio, 28 anni, Pasquale Di Silvio (29), fratelli rom di Avezzano, e il loro amico Marco Del Rosso (26), che dovevano rispondere del reato di lesioni gravi nei confronti di un cittadino magrebino.
I fatti risalgono alla metà di gennaio del 2013 quando all’interno del cosiddetto Palazzaccio, in piazza Risorgimento ad Avezzano, nella tarda serata, avevano aggredito per motivi mai chiariti un 24enne, causandogli ferite gravi al volto e fratturandogli le ossa del naso e danni alla funzionalità respiratoria. La discussione era collegata a un diverbio che c’era stato poche ore prima con un altro giovane, rimasto poi estraneo alla vicenda. Il giudice del tribunale monocratico di Avezzano, Marianna Minotti, nel corso del processo ha accolto le richieste del pubblico ministero, e della difesa, e ha condannato a due anni e sei mesi di reclusione Pasquale Di Silvio e a un anno e sei mesi di reclusione gli altri due imputati, con la liquidazione a favore della parte civile costituita della provvisionale oltre alle spese del giudizio. La parte offesa era assistita dall’avvocato Roberto Verdecchia, mentre gli imputati dai legali Antonio Pascale e Umberto Paris, che hanno già annunciato ricorso in appello. I due fratelli Pasquale e Nazzareno sono stati già condannati, proprio nei giorni scorsi, rispettivamente a nove anni e sei mesi e a otto anni e sei mesi di carcere. Erano stati arrestati dalla polizia dopo le indagini su una rapina avvenuta a dicembre 2016 quando quattro uomini armati fecero irruzione nella tabaccheria Fasciani di via America, durante la quale fu puntata la pistola alla testa di un bambino. (p.g.)
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