Frattale a Benedetti «Ecco la verità sui sottoservizi»

12 Febbraio 2016

Il presidente Ance e responsabile di Asse Centrale Scarl: «Lavori nei tempi e terremo conto delle esigenze di tutti»

L’AQUILA. La polemica (parlare di dibattito è un po’ troppo) sulla necessità di proseguire o meno con i lavori dei sottoservizi in centro storico, lungi dall’essere costruttiva rischia di scadere nel solito e inutile botta e risposta che fra qualche giorno finirà nel dimenticatoio perché qualcun altro magari dirà che a città ricostruita le macchine dovranno tornare lungo il corso (stretto o largo che sia), o che bisognerà costruire un bel parcheggio sotto piazza Duomo, oppure che la cattedrale deve essere abbattuta e al suo posto farci un bel giardino. Ma torniamo all’ennesima puntata sui sottoservizi. Ieri mattina, Gianni Frattale, responsabile Asse Centrale Scarl (la società che sta realizzando i sottoservizi) e presidente Ance (Costruttori) ha replicato a muso duro al presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti il quale aveva appunto suggerito di stoppare i lavori «che stanno andando per le lunghe» per consentire il rientro immediato nel centro storico di cittadini e attività commerciali.

Frattale ha praticamente smentito su tutta la linea Benedetti. Ecco una parte della nota di Frattale: «Comprendo la posizione dal sapore vagamente elettorale di Benedetti sui sottoservizi. Quello che non comprendo è come, un’ipotesi senza alcuna fattibilità pratica possa generare persino un dibattito cittadino. Ai critici disinformati dell’ora postuma che affermano che non c’è coordinamento dei lavori e che solo dieci metri di tunnel sono stati realizzati finora desidero fornire qualche dettaglio: finora sono stati messi in posa già due chilometri e trecento metri; esiste un tavolo di coordinamento tra commercianti, imprese, residenti e Gsa al quale i “critici” potrebbero portare il loro contributo ma dal quale invece si astengono preferendo la maggiore visibilità data dalla stampa; al contrario invece della Confcommercio di Celso Cioni che ringrazio per l’impegno faticoso prestato al tavolo e della Gran Sasso Acqua. Ed ancora desidero informare questi ispiratori di malanimo che ad aprile verranno riconsegnate, complete di sottoservizi e asfaltate, le seguenti vie del centro: via Marrelli, via Cavour, via degli Scardassieri, via Camponeschi, via dell’Annunziata, piazza Palazzo e la retrostante piazza Santa Margherita, via delle Aquile, via Sallustio, via Roio, via del seminario, via San Marciano e via dell’Arcivescovado. Il progetto dei sottoservizi è stato coordinato con la posa in opera anche della rete gas, che non potendo essere ricompresa all’interno del tunnel è stata sistemata parallelamente e questo eviterà di dover scavare due volte. L’ultimo intervento sarà solo quello della pavimentazione definitiva a ricostruzione ultimata. Per quanto riguarda l’asse centrale chiuderemo solo tratti di strade e realizzeremo passaggi pedonali per l’accesso a negozi e abitazioni; ascolteremo tutte le esigenze al tavolo che si riunirà una volta al mese; pubblicheremo tempi e procedure in un sito internet dedicato e raccoglieremo costantemente le istanze della città. Tecnicamente sono sufficienti sessanta giorni per attraversare con i lavori l’asse viario che va dalla Villa comunale alla Fontana luminosa, lungo all’incirca seicento metri, procedendo per cinque frazioni di scavo di circa centoventi metri l’una; quindi dodici giorni di lavoro per ciascuna tratta. I lavori sull’opera complessiva sono ad oggi perfettamente nei tempi. Gli unici ritardi accumulati sono stati quelli su via Sallustio motivati dalle analisi della Sovrintendenza che ha il dovere indiscusso di tutelare i ritrovamenti storici». In appoggio a Benedetti c’è invece la posizione dei consiglieri comunali Giustino Masciocco (Sel) ed Enrico Perilli (Prc) che scrivono: «Riteniamo che sia stato un grosso errore estromettere il Comune dell’Aquila dalla fase di controllo del rispetto del cronoprogramma dei sottoservizi. Pertanto bisogna aggiustare il tiro e coinvolgere direttamente l’ente, attraverso i suoi organismi di rappresentanza, nella verifica del raggiungimento degli obiettivi e del rispetto della tempistica». Bene. Ma Masciocco e Perilli dovrebbero fare lo stesso per il cronoprogramma della ricostruzione delle frazioni e dei relativi sottoservizi che come noto nei paesi non sono nemmeno stati progettati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA