Frattale a Cialente: basta allarmismi su furberie e truffe

2 Dicembre 2014

L’Ance: «Accuse generalizzate penalizzano la ricostruzione» Apindustria al sindaco: preoccupazioni vere, ma tardive

L’AQUILA. «Centinaia di certificazioni falsificate, 150 subappaltatori raggirati e il tutto si svolge nel silenzio e nella rassegnazione dei vessati, i quali, invece di rivolgersi alle autorità preposte, di far valere i propri diritti in termini di legge, di segnalare quantomeno il fenomeno al front-office della ricostruzione per bloccare il pagamento dei Sal irregolari, seguono altre vie per far arrivare la notizia sul tavolo del primo cittadino». Gianni Frattale, presidente dell’Ance, scende in campo a difesa delle imprese «attaccate dal sindaco Massimo Cialente».

«Quest’ultimo», aggiunge, «si rimette alla sacrosanta azione della Procura agitando, senza verifiche preliminari, ancora una volta lo spettro del malaffare e di un territorio votato alla furberia di basso cabotaggio, quando non alla conclamata truffa. Fa una casistica enorme, 150 subappaltatori, un dato che moltiplicherebbe verosimilmente per tre o per quattro.Come associazione di categoria, che tutela la legalità e la correttezza del libero mercato e che mai si è sottratta ai richiami alla collaborazione del sindaco e ai numerosi tavoli istituzionali a essi dedicati, rabbrividiamo di fronte a un segnale che, se venisse confermato, metterebbe in seria difficoltà la credibilità di tutto il processo della ricostruzione, fatto anche di tecnici, progettisti, amministratori di condominio, impiegati pubblici, direttori dei lavori. Nondimeno ci preoccupa che anche uno solo di questi anonimi segnalatori non sia pagato per il lavoro prestato. Sollecitiamo vivamente gli interessati a non tollerare soprusi e ricatti e a rivolgersi alle associazioni di categoria di riferimento e nei casi estremi alla Procura, come suggerito dal sindaco, per far valere i propri diritti con i mezzi di cui la legge già ci dota. Basta una segnalazione al Comune dell’Aquila, infatti, per bloccare un pagamento non dovuto. Inoltre, mentre la certificazione vale per i fornitori, per i subappaltatori è il Comune stesso a richiedere il Durc prima di erogare il dovuto. Le regole ci sono e sono stringenti, non è moltiplicandole che si inibisce chi le aggira ma attivando gli strumenti di controllo già esistenti. Eppure, a ogni nuovo fatto di cronaca torna il refrain del rafforzamento delle norme. Temiamo che questo possa concretizzarsi in vuote formule che, più che sortire effetti apprezzabili, appesantiscano una già pachidermica burocrazia. Restiamo convinti che enfatizzare oltre il realistico gli allarmi sia autolesionista per questa comunità già fortemente attenzionata dal governo. Le imprese scorrette vanno chirurgicamente individuate ed escluse da ogni appalto e affidamento senza allarmismi vaghi e generalizzati, nell’interesse dei cittadini e della categoria, fatta di operatori virtuosi a centinaia. E queste centinaia sì», conclude Frattale, «che sono realistiche e certificate».

Sulla questione interviene anche il segretario provinciale di Apindustria Massimiliano Mari Fiamma. «Le dichiarazioni, seppur tardive del sindaco, non possono che trovarci finalmente soddisfatti. Dopo oltre due anni di denunce, proposte, incontri e azioni positive per sollevare il problema», afferma Mari Fiamma, «sembra che il primo cittadino abbia finalmente compreso la portata del fenomeno ma, al solito, mentre ne prende coscienza, cerca al contempo di scaricare su altri le colpe di un immobilismo e della mancata comprensione delle dinamiche della ricostruzione. Apindustria ha sollevato il problema già all’indomani del terremoto attraverso il proprio collegio edile, Confapiedil, presieduto dall’ingegnere Massimo De Luca, e ha costituito al suo interno il Comitato della filiera dell’edilizia, coordinato da Carmine Scimia. Entrambi questi organismi hanno sollevato il problema sia pubblicamente, sia con incontri diretti nel tempo, in particolare con l’assessore Pietro Di Stefano, la senatrice Stefania Pezzopane, l’intera V commissione del Comune, che aveva anche elaborato una proposta oggetto di discussione in consiglio. Il Comitato aveva anche elaborato uno studio per scongiurare questa pratica disdicevole, regolarmente consegnato, e lo stesso assessorato alla Ricostruzione ha nel tempo recepito alcune delle proposte fatte elaborando strumenti che hanno migliorato (non risolto) le situazioni incresciose che si andavano registrando. Il solo che sembra non avere coscienza dei problemi esposti, quindi, sembra essere Cialente. Dire che le organizzazioni datoriali sarebbero state a guardare dopo una tale reiterata azione da parte nostra lascia stupiti anche per il tempo che si è perso. Perciò ci rendiamo da subito disponibili ad affrontare questo punto nodale con il sindaco e a riproporre le soluzioni già da molto tempo prospettate aspettando una convocazione urgente».

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