Frazioni e periferie piene di discariche abusive

L’AQUILA. «Sei mesi per ottenere la rimozione dell’amianto e dei rifiuti edili, scaricati illegalmente in 25 anni di totale disinteresse della popolazione. Così nelle frazioni di Paganica si...
L’AQUILA. «Sei mesi per ottenere la rimozione dell’amianto e dei rifiuti edili, scaricati illegalmente in 25 anni di totale disinteresse della popolazione. Così nelle frazioni di Paganica si continua imperterriti a scaricare ulteriore immondizia in modo abusivo».
A protestare per l’ennesima discarica che nel giro di poco tempo si è formata in un’area della frazione di Paganica, è una delle abitanti della zona che si è fatta promotrice, insieme ad altri volenterosi, di ripulire un fosso in cui nel tempo sono stati abusivamente abbandonati rifiuti edili, mobili e altri materiali ingombranti.
Un episodio che testimonia lo stato di abbandono in cui si trovano le frazioni aquilane, disabitate, lontane dalla ricostruzione e destinate a diventare zone “periferiche” di una città che, invece, erca di rinascere.Intanto sulla rinata discarica di Paganica scattano le reazioni lasciate nei post di Facebook: «A questo punto crediamo che per l’ignoranza e la maleducazione che ha dimostrato, la gente del nostro paese non meriti un gesto di generosità come quello di chi si prende l’incarico di rimuovere i rifiuti».
Proteste arrivano anche da Sassa e da Monticchio, dove vengono denunciate erba alta e sporcizia ai lati della strada e nelle zone precluse agli abitanti, scarsa illuminazione e tombini rotti.
Proteste per l’abbandono di piccoli elettrodomestici, recipienti, giochi per bambini, cavi e pneumatici anche dal territorio del Comune di Tornimparte, dove nei campi lungo la strada che conduce a Castiglione e della Provinciale che porta invece al casello autostradale esistono da anni tante piccole discariche abusive. (m.g.)
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