Frode con gli ortaggi bio, maxi sequestro

17 Luglio 2019

Trovati 70 milioni di semi trattati chimicamente e tonnellate di farmaci. Fidanza: «Attacco dall’alto, rivalità commerciali»

CELANO. Fitofarmaci, concimi e semi chimicamente trattati scoperti all’interno di un’azienda agricola di prodotti biologici. Sono stati trovati e sequestrati in un capannone del Fucino dai carabinieri di reparti specializzati nel settore delle frodi agroalimentari, mentre il titolare, il consigliere comunale di Celano, Domenico Fidanza, è finito sotto inchiesta. L’ex assessore all’Agricoltura di Celano parla di «attacco dall’alto» e di «rivalità commerciali». Il blitz è stato eseguito dai carabinieri del Reparto per la tutela agroalimentare di Salerno nell’ambito di una campagna di controlli congiunti tra i reparti territoriali di Fiumicino e Avezzano. L’indagine mira a combattere le frodi nel settore biologico.
Con la collaborazione delle compagnie dei carabinieri di Roma, Ostia e Avezzano, i militari hanno eseguito un decreto di perquisizione nell’azienda. È stata consegnata a Fidanza una informazione di garanzia emessa dalla procura della Repubblica di Civitavecchia.
All’imprenditore celanese, legale rappresentante della società cooperativa agricola, viene contestato l’illecito utilizzo di sostanze chimiche sulle proprie coltivazioni. Parliamo di un’azienda che produce anche prodotti bio. I carabinieri hanno trovato e sequestrato sostanze che non possono essere impiegati in “agricoltura naturale”: 730 confezioni, per un totale di circa 70 milioni di semi trattati chimicamente, e più di 4 tonnellate e mezza di fitofarmaci e concimi vari.
Nell’agricoltura biologica sono vietate le sostanze chimiche di sintesi (concimi, pesticidi, additivi e altro), gli organismi geneticamente modificati o prodotti derivati, i regolatori della crescita, gli erbicidi e i defoglianti.
«È un sequestro cautelativo, il secondo controllo a distanza di una settimana», dichiara Fidanza, «siamo autorizzati ad avere fitofarmaci e soprattutto semi. C’è il documento di tracciabilità, che loro avranno. La scorsa volta il prodotto è stato dissequestrato il giorno dopo. La nostra è un’azienda che fa biologico e convenzionale allo stesso tempo, ci sono aziende dentro che fanno l’uno e aziende che fanno l’altro e abbiamo un’autorizzazione all’acquisto di fitofarmaci con tanto di regolamento Cee, perché il Ministero lo permette. Tanto che deteniamo l’accreditamento per avere anche una farmacia interna dove si può tenere il prodotto bio ma anche convenzionale. È un attacco che viene dall’alto e che viene da sistemi di denunce fatte per rivalse commerciali», conclude, «la nostra azienda a livello nazionale è cresciuta troppo. È la più grande azienda in Italia in alcuni settori. E quindi di questi attacchi ne abbiamo avuti e ne avremo anche in futuro».
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