Fu accoltellato, chiede centomila euro

La difesa del giovane imputato pronta a risarcire ma il processo va avanti. La sentenza è prevista per marzo 2020
L’AQUILA. Una richiesta di danni di oltre 100mila euro è stata avanzata dalla parte civile nell’ambito del processo a carico di un giovane, Jury Ferretti,accusato di tentato omicidio in conseguenza di una rissa nei pressi di un locale nella zona di Pile. Il fatto avvenne di notte nell’estate dello scorso anno. Il giovane è accusato di aver sferrato una coltellata a un coetaneo che fu colpito all’addome.
Nel corso della prima udienza del processo, la difesa ha ribadito l’intenzione di risarcire la parte civile, un ragazzo moldavo ieri presente in udienza. Le sue condizioni sembravano gravissime ma poi il ferito si è ripreso e ora sta bene. Ferretti è ancora ai domiciliari ma ha il permesso del giudice per lavorare. L’uscita della parte civile, prima regola della difesa nel processo penale, sarebbe importante al fini di un sensibile ridimensionamento delle accuse: anche a fronte del fatto che il sospettato è incensurato.
Ieri il tribunale ha fissato per il 3 marzo 2020 la data della sentenza con la fissazione della prossima udienza, il 26 novembre, data nella quale saranno ascoltati i poliziotti che intervennero.
Dai riscontri, tutti ancora da provare, emerse che la “vittima”, nella stessa notte trascorsa in un ristorante nella zona di Pile, intervenne in difesa di un ragazzo italiano, aggredito a sua volta da quattro connazionali con ripetuti pugni al volto, tali da provocargli un trauma all’occhio e la frattura del naso. La lite sarebbe scoppiata per motivi legati alla viabilità all’esterno del locale. La polizia poi recuperò il coltello a serramanico usato per l’aggressione lungo 20 centimetri. L’imputato, secondo la squadra Mobile, avrebbe tentato di nascondere la macchina nel garage dell’officina paterna. Il fatto, riconducibile nel contesto della movida, destò molta apprensione in città.
«Evidente», scrisse il giudice Mario Cervellino, nell’ordinanza di arresto, «la pericolosità dell’indagato, il quale non solo porta con sé una micidiale arma da taglio e non esita a farne uso per ragioni futili senza manifestare la presenza di freni inibitori». Naturalmente il processo sarà giocato anche sul filo delle perizie e su altre valutazioni tutte da fare.
La parte civile è rappresentata dagli avvocati Mauro Ceci che ha chiesto la somma maggiore (100mila euro) per i danni e Angela Maria Marinangeli, per conto di un altro giovane ferito, a fronte di una richiesta di danni che non supera 10mila euro.
La difesa è rappresentata dagli avvocati Antonio e Francesco Valentini.
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