Fucilate al carabiniere per vendetta, imputato patteggia

AVEZZANO. Ha patteggiato quattro anni di reclusione il giovane che nella notte tra l’1 e il 2 novembre 2015 ha ferito in un agguato un brigadiere dei carabinieri in pensione. Daniele Luce, 30enne di...
AVEZZANO. Ha patteggiato quattro anni di reclusione il giovane che nella notte tra l’1 e il 2 novembre 2015 ha ferito in un agguato un brigadiere dei carabinieri in pensione. Daniele Luce, 30enne di Sant’Anatolia di Borgorose, paese del vicino Reatino, era accusato di lesioni volontarie pluriaggravate e porto di armi ed esplosivi. Il giudice Anna Carla Mastelli lo ha condannato anche al pagamento di 6mila euro di multa. La pubblica accusa è stata sostenuta dal pm Maurizio Maria Cerrato. Luce, che ha reso piena confessione e per questo si è visto derubricare l’accusa da tentato omicidio a lesioni volontarie, era stato arrestato nell’aprile del 2016 dai carabinieri di Tagliacozzo e Magliano de’ Marsi, al termine di una laboriosa indagine.
Luce, stando alla ricostruzione fatta dai militari, aveva una relazione con una donna di Magliano de’ Marsi, amica del carabiniere in congedo Raimondo Di Lorenzo. Quest’ultimo avrebbe cercato di troncare quella relazione scatenando la feroce reazione dell’imputato.
Il raid contro il brigadiere in pensione era avvenuto in piena notte ed era cominciato con il lancio di rudimentali bombe. Luce, infatti, aveva riempito di benzina tre palline per addobbare gli alberi di Natale. Uno stratagemma per attirare Di Lorenzo fuori dalla propria abitazione. Quando il brigadiere era uscito, richiamato dai forti rumori, il giovane gli aveva sparato con un fucile. Due colpi, uno a pallini e il secondo a pallettoni. Solo il primo, fortunatamente per Di Lorenzo, era andato a segno. Il brigadiere dei carabinieri era finito in ospedale per le ferite al volto. Dopo mesi di indagini, grazie a filmati e testimonianze, era scattato l’arresto.
Luce è stato assistito dall’avvocato Antonio Pascale. (r.rs.)
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